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Associazione Culturale Nuova Italia - Sardegna


Diario


7 novembre 2009

FRONTE IDENTITARIO” sollecita un intervento dei suoi referenti istituzionali sulla crisi in atto allo stabilimento ALCOA...

L'associazione “FRONTE IDENTITARIO” -in una nota dei suoi responsabili regionali Simone Spiga e Manolo Mureddu- afferma fortissima preoccupazione per la situazione di particolare crisi in cui versa il polo industriale di Portovesme. Proprio in questi giorni la Multinazionale ALCOA, leader dell'alluminio a livello mondiale, ha dichiarato che se entro la fine di questo mese non si avranno risposte esaustive rispetto alla vertenza sull'energia agevolata, potrebbe iniziare un “disimpegno” che porterebbe alla fermata degli impianti con conseguente messa in cassa integrazione di quasi 800 operai, più una perdita di quasi 1200 buste paghe tra i lavoratori dell'indotto. Inutile dire che una decisione del genere sarebbe una grave tragedia per un territorio già pesantemente segnato dalla crisi con la chiusura, a inizio anno, di importanti stabilimenti come Eurallumina e Otefail.
In questi giorni abbiamo sollecitato i nostri referenti istituzionali affinché possano fare pressione nei confronti della Giunta Regionale e del Governo Nazionale. A ogni modo lo scopo è stato quello di tenere alta la tensione e di far capire ai lavoratori che non sono rimasti soli. Alle sollecitazioni ha risposto con particolare attenzione il Consigliere Regionale del PDL Giorgio Locci che tempestivamente ha presentato un'interrogazione direttamente al Presidente della Regione e all'Assessorato al'Industria.
Vogliamo sottolineare la necessità che il Governo Nazionali attui quanto prima le politiche proposte dal Ministro Tremonti in materia di gestione delle imprese e di ridistribuzione degli utili d'impresa come unica soluzione per sviluppare sui territori una diversa politica economica e un nuovo modello di dialogo tra le parti.
Queste sono le istanza che la Destra Sociale sarda vuole promuovere e sostenere perchè la difesa dei lavoratori non può essere solo di una parte politica, ma dev'essere, anzi, il punto di partenza per una nuova idea di Centro Destra in Sardegna e non solo. 

 


16 ottobre 2009

Gaviano dimettiti - L'Unione e la Nuova parlano del Fronte Identitario


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14 ottobre 2009

Il Fronte Identitario Sulcis chiede le dimissioni del Presidente della Provincia del Sulcis


12 ottobre 2009

'Associazione Fronte Identitario diventa regionale e lancia il proprio sito e le prime iniziative

Nella giornata di oggi, l'Associazione "Fronte Identitario" ha deciso di promuovere il proprio progetto su tutto il territorio regionale sviluppando iniziative e ramificandosi su tutta la Sardegna per diventare un chiaro punto di riferimento per tutta la Destra Sociale e Identitaria dell'isola.

I referenti regionali dell'Associazione saranno Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani, Organizzazione Giovanile prima di An e oggi della fase costituente del Pdl e Manolo Mureddu, promotore per anni della Destra Sociale nel Sulcis.

"Il Fronte Identitario, da Associazione del territorio cagliaritano si trasforma in movimento aperto, capaciedi interagire nell'area politica del Pdl, suo chiaro riferimento istituzionale, ma anche con altre realtà nazionali come Casa Pound Italia e Il Popolo di Roma, tutte realtà militanti che si basano sul concetto identitario e sociale della Destra Italiana, senza mai dimenticare le radici storiche e culturali della Destra Nazionale", affermano nella nota Simone Spiga e Manolo Mureddu.

"Saremo la spina nel fianco dell'immobilismo melmoso del politicamente corretto e sapremo rappresentare le istanze più forti della sardità e dell'identitarismo militante, cercheremo di interpretare il volere del popolo ormai stufo della contrapposizione (berlusconiani-antiberlusconiani)", prosegue la nota dei due esponenti.

"Collaboreremo con realtà gia presenti e radicate in Sardegna, come l'Associazione Ambientalista Fare Verde e il Comitato www.acquesociali.tk, per questo preannunciamo il lancio del tesseramento per l'Associazione Fronte Identitario e l'avvio di una protesta politica molto forte contro la Provincia di Carbonia - Iglesias e contro il tentativo dell'Udc di giocare su livelli istituzionali diversi nei vari territori della Sardegna", incalza Simone Spiga.

"Tutto questo è www.fronteidentitario.tk, saremo presenti con varie iniziative a partire dai prossimi giorni, sui principali temi della politica regionale e nazionale, l'Associazione si colloca nell'area politica del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rappresentati in Sardegna dall'On. Bruno Murgia e saremo disponibili a collaborare con chiunque porterà le nostre istanze nelle Istituzioni, infatti nella giornata di oggi abbiamo ricevuto una proposta di collaborazione dell'On. Giorgio Locci che si è messo a disposizione dell'Associazione per presentare istanze popolari e promuovere iniziative comuni", concludono Simone Spiga e Manolo Mureddu.


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11 ottobre 2009

Nucleare: 3 Italiani su 4 non vogliono centrali nella propria provincia

Giovedì 8 Ottobre i protagonisti della politica energetica italiana ed europea e le aziende del settore energetico operanti a livello nazionale e internazionale si sono riuniti a soli due mesi dalla Conferenza di Copenaghen in Energetica 2009. Il convegno annuale di Repubblica e Somedia dedicato ai grandi temi dell'energia sostenibile giunto quest'anno alla quinta edizione. Quest’anno si sono evidenziati gli effetti della decentralizzazione energetica a livello sociale e territoriale, evidenziando al contempo le straordinarie opportunità delle rinnovabili come volano per la ripresa economica e industriale.

Dall'indagine sulla democrazia energetica "Enti locali e cittadini di fronte alle rinnovabili"  diffuso al convegno di ieri e condotta dall'Istituto Format per conto di Somedia su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (sono state effettuate 1.000 interviste con il sistema Cati dal 14 al 17 settembre 2009) esce un importante verdetto: TRE ITALIANI SU QUATTRO NON VOGLIONO LE CENTRALI NELLA PROPRIA PROVINCIA, anzi non vogliono nemmeno prendere in considerazione l'idea! E il 72 per cento non crede che le attuali tecnologie nucleari garantiscano elevati standard di sicurezza. Solo il 28% degli intervistati ritiene sicura la produzione di energia nucleare e pressoche' assenti i rischi ad essa connessi.

È da tempo che alla politica del No si sono affiancate molte soluzioni realistiche, efficienti ed economicamente vantaggiose. Grazie all’impegno di associazioni e di alcune istituzioni illuminate, la popolazione è sempre più informata e cosciente della pericolosità di centrali atomiche per l’approvvigionamento di energia e propensa a soluzioni alternative.
Ecco l'indice di gradimento sulle rinnovabili che emerge dall'indagine di Format diffusa ieri al convegno Energetica, al primo posto c'è il solare fotovoltaico con il 48,6 per cento, al secondo l'eolico con il 25,9 per cento, al terzo il solare termico con il 17,3 per cento, poi vengono le biomasse (2,6 per cento), le onde marine (3,3 per cento), la geotermia (1,3 per cento), il mini idroelettrico (1,0 per cento).

Comunque l’indagine rileva che il livello di conoscenza delle fonti di energia rinnovabili non è ancora molto alto. Il campione ha affermato di conoscere “molto bene” l'energia solare fotovoltaica il 26,4% del campione, l'energia solare termica il 17,1 per cento, l'energia eolica il 26,6 per cento, l'energia da biomasse il 12,3 per cento, l'energia dalle onde del mare il 7,5 per cento, la geotermia il 10,8 per cento ed il mini-idroelettrico il 6,3 per cento.

A seguito delle polemiche e del ricorso delle Regioni presso la Consulta della Corte Costituzionale per impugnare la Legge 99 che contiene la delega al Governo sulla ripartenza dell’energia atomica in Italia, Palazzo Chigi  sembra aver deciso di rinviare la definizione dei siti per le quattro centrali che intende costruire a un periodo successivo alle elezioni regionali di primavera.

Intanto l’Enel non si ferma e il 5 ottobre ha lanciato nel corso di un seminario a Flamanville (Francia) il suo piano per il ritorno dell'Italia all'energia nucleare: quattro reattori dell'ultima tecnologia in tre siti con la prima energia in linea al massimo a metà del 2020 e le altre operative a seguire ad un ritmo di un reattore ogni 18 mesi. Si parla proprio dello stesso settore francese, in forte difficoltà di bilancio e alle prese con l'aspro contenzioso giudiziario per l'impianto di nuova generazione che sta subendo un rinvio dopo l'altro nella centrale finlandese di Olkiluoto.

La maggior parte della popolazione italiana non si fida dell’atomo, vorrebbe investire sulle energie alternative eolico e solare, ma c’è ancora tanto da lavorare, studiare, coinvolgere, informare. Fare Verde crede nelle rinnovabili e nell’importanza del coinvolgimento delle istituzioni e della cittadinanza che deve essere attiva e cosciente. E come usiamo dire in queste situazioni…”Meglio oggi attivo che domani radioattivo”


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29 agosto 2009

Tratto dal Blog Simone Spiga - Un nuovo traguardo raggiunto

Tratto da Simone Spiga Blog

del 2005 quando decisi di aprire il blog che nelle mie prime intenzioni doveva essere una vetrina del lavoro di anni di militanza politica in Sardegna, ma che poi con il passare del tempo si è trasformato in uno strumento di controinformazione rispetto al pensiero dominante, anche quello del moderatismo di destra.

Il politicamente scorretto è diventato il linguaggio di questo blog e oggi con oltre 650.000 visite posso ritenermi soddisfatto dei risultati raggiunti, uno dei primi blog di destra in Italia, libero dalle catene partitiche ha voluto rappresentare un luogo di confronto tra opinioni diverse, sempre nel rispetto delle parti e quasi mai improntato allo scontro ideologico.

Con questo strumento si è voluto affrontare tematiche internazionali, superando il pericoloso scontro fra civiltà, ma cercando la comprensione e la difesa delle identità di tutto, salvaguardando l’autodeterminazione dei popoli.

In politica interna ho voluto alzare spesso il livello dello scontro con amici e nemici, sapendo che la critica sarà sempre osteggiata dai potenti.

Un grazie ancora a tutti!


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22 maggio 2009

vogliamo PIAZZA GIORGIO ALMIRANTE A CAGLIARI

 





Il giorno del ventunesimo anniversario della morte di Giorgio Almirante, grande leader politico della destra italiana, l’Associazione Fronte Identitario ha voluto fare un’azione simbolica intitolando la Piazza adiacente la Via Manzoni a Cagliari.

“Questa notte abbiamo appeso al muro della Piazza una targa con la dicitura: PIAZZA GIORGIO ALMIRANTE – POLITICO- per chiedere all’Amministrazione Comunale di Cagliari l’intitolazione della Piazza a questo grande esempio di uomo e di militante politico”, affermano in una nota Simone Spiga, Consigliere della Circoscrizione n°4 e Pietro Cara, Responsabile dell’Associazione Fronte Identitario.

“Abbiamo voluto dare un chiaro segnale, vogliamo da questa Amministrazione di Centro Destra delle chiare azioni politiche di Destra, quella che non si dimentica della sua storia e della sua identità”…”Per questo abbiamo creato un sito all’indirizzo www.piazzaalmirante.ilcannocchiale.it e promosso una raccolta firme sia cartacea che telematica”, prosegue la nota dei due esponenti della destra identitaria.

“Ci auspichiamo un sostegno da parte di movimenti politici e associazioni che sentano l’esigenza di non tradire un percorso politico che è ancora oggi esempio di trasparenza e lealtà politica rispetto all’attuale sistema partitico”, concludono la nota Simone Spiga e Pietro Cara

www.simonespiga.tk

www.pietrangelocara.ilcannocchiale.it


22 aprile 2009

In rete il nuovo blog di Fare Verde Cagliari


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8 aprile 2009

Cagliari per l'Abruzzo


9 gennaio 2009

Berlusconi a Cagliari

 Domani Sabato 10 Gennaio alle ore 17.00 presso la Fiera Campionaria di Cagliari, il Presidente del Consiglio sarà a Cagliari per l'apertura della Campagna Elettorale

Anche il Comitato Peggio Soru sarà presente con materiale cartaceo e manifesti

Ti aspettiamo!


21 dicembre 2008

Fatto il funerale al Pd

 

Ieri sono stati deposti davanti alle sedi del Pd di Via Emilia e Via Leopardi a Cagliari dei crisantemi per ricordare la prematura morte del Pd









25 ottobre 2008

Sostieni CASA D'ITALIA PRATI

 

L’attacco delle toghe militanti e dei media asserviti è partito.
E come sempre è feroce, bugiardo e in malafede.
Hanno aspettato lo sgombero dell’ Horus, un centro (a)sociale romano, con pochi mesi di vita alle spalle e non certo caratterizzato da azioni sociali o culturali, per attaccare CASA D’ITALIA PRATI, laboratorio comunitario, politico, meta-politico e sociale della destra romana ed italiana.
Questa mattina tutti i maggiori quotidiani parlavano della nostra occupazione e del perché venisse tollerata, dimenticando forse che a Roma la proporzione di occupazioni tra destra e sinistra è di 50 a 1…ma questa è un’altra storia.
La cosa certa è che il mirino giudiziario e mediatico è stato puntato su CASA D’ITALIA PRATI.
E proprio da ‘Il Messaggero’ e non dalla procura di Roma, veniamo a conoscenza di una pesante indagine nei nostri confronti (una volta esistevano le comunicazioni giudiziarie e gli avvisi di garanzia…una volta!).
46 indagati per occupazione, ossia le prime famiglie entrate nella struttura che per senso civico – a differenza di altri – andarono a certificare la residenza, mentre per gli altri non fu possibile perché tale richiesta venne bloccata proprio da un ordinanza del Prefetto…Sic!
Imputazioni ben più pesanti per i 4 responsabili (il sottoscritto, Alessandro Ferrara, Simone Viti e Michele De Lazzaro), accusati di: associazione a delinquere per invasione ed occupazione abusiva; danneggiamento ( come è strano il mondo… RIQUALIFICARE vuol dire DANNEGGIARE per la giustizia); furto di energia elettrica ed acqua (bugiardi, le utenze sono ancora intestate alla proprietà alla quale mandiamo regolarmente un forfettario non certo al di sotto di reali consumi!) ed infine siamo anche accusati di istigazione a delinquere.
Ed è sempre dal quotidiano di Caltagirone che veniamo a conoscenza del fatto che il palazzo è stato messo sotto sequestro giudiziario.
NIENTE MALE no?

Inoltre nell’articolo, fazioso e vergognoso, si parla delle mie vicende personali: dai miei presunti trascorsi politici al nonno delle mie figlie, arrivando perfino a parlare di cose che non ci appartengono (vedi cinghia mattanza, slogan mai usati, iniziative mai fatte!).

Come al solito avevamo ragione.
Se il potere politico è stato conquistato, il potere comunista si annida, ed è ancora ben radicato, nelle aule dei tribunali, nella SIAE e nelle redazioni dei giornali.
Tutti al servizio della dittatura culturale e politica figlia del 68.
Ma questi signori devono capire bene alcune cose.
Primo: Casa d’Italia Prati non è solo un posto fisico, ma è un IDEA, un progetto, una Comunità nel vero senso della parola.
Secondo: né le loro richieste e né i loro pennivendoli piegheranno la nuova contestazione inversa ed opposta a quella del 68.
Terzo: ieri a Veltroni, oggi ad Alemanno abbiamo chiesto, e continuiamo a chiedere, la nostra regolarizzazione, l’uscire dall’illegalità e dallo status di occupanti.
Quarto:le 30 famiglie di Casa d’Italia Prati non hanno occupato per moda o per senso di ribellione, ma per un esigenza ben precisa: avere un tetto sulla testa sotto cui far vivere la nostre famiglie e far crescere i nostri figli. E che le stesse non sono figlie di una cultura assistenzialista e parassitaria frutto del comunismo sessanttottino e che sanno bene che ai diritti corrispondono altrettanti doveri. Le famiglie di Casa d’Italia Prati sanno molto bene che non esiste solo il diritto alla casa, ma che ad esso corrisponde il dovere di regolarizzare la loro posizione pagando anche un canone sociale (non ridicolo come quello che per anni hanno preteso i “compagni”).

Ora che l’offensiva contro di noi è iniziata non ci faremo certo spaventare, forti dei nostri sogni realizzati e della nostra maturità politica.
Non oggi, ma da sempre siamo pronti ad aprire un tavolo di incontro tra inquilini, proprietà ed istituzioni per trovare una soluzione.
Non cercavamo e non cerchiamo il braccio di ferro, ma solo la possibilità di vedere applicate le leggi ( come quella dell’auto recupero o altre in materia) e trovare un punto d’incontro tra le parti per dare risposte certe all’emergenza abitativa che attanaglia la nostra città.
Perché Il Messaggero e gli altri media non scrivono che la SIAE ha lasciato abbandonato per anni il palazzo? O che lo voleva vendere a noti speculatori del mattone? O che già lo aveva affittato per scopi pubblici e che, appena due anni fa, fece un bando per una nuova locazione? O che possiede altri immobili affittati a prezzi ridicoli ad altri inquilini?
Perché non scrive che CDIP, a differenza di altre occupazioni, si è integrato perfettamente nel tessuto sociale? Che ha offerto, ed offre, numerosi servizi sociali? (vedi palestra, cafè intellettuale, Cineforum, Laboratorio artistico, Associazioni per portatori di handicap, laboratorio teatrale e musicale).
Forse il non essere divenuti un moltiplicatore di disagi ( come avviene per le altre occupazioni) e l’ aver , al contrario dimostrato capacità, responsabilità e volontà è stata la nostra vera colpa.
Forse siamo colpevoli di aver messo un tricolore e non uno straccio rosso fuori al nostro portone.
Forse perché, invece di cercare lo scontro, abbiamo da subito cercato il dialogo e la legalità.
Tanto odio e veleno è forse scaturito perché abbiamo dimostrato che cultura, meta- politica ed impegno sociale non sono solo un patrimonio delle sinistre, ma anche a destra esistono realtà davvero interessanti.
Forse non è tollerabile, per chi da decenni ha strumentalizzato il disagio sociale, vedere che proprio dalla destra provengono le vere risposte.
Probabilmente si sono resi conto che, mentre i compagni si perdevano nella cultura radical-chic, nella difesa dei clandestini e nelle battaglie per i Dico, a destra si conquistavano le Categorie, le borgate e si vinceva sulla socialità.
Ma è davvero una colpa essere nemici di Prodi, delle liberalizzazioni, della Goldman Sachs, del “modello Roma”, del connubio Costruttori- quotidiani, delle banche e del mercatismo libera- progressista?
Se questa è una colpa, se CASA D’ ITALIA PRATI è colpevole di tutto questo, non ne possiamo che andare fieri, e continuare ad andare in questa direzione:
Direzione NUOVA ITALIA.

I lor signori però devono capire che non è un palazzo che partorisce idee e proposte… ma gli uomini e le donne che lo animano. Che non è un posto fisico che crea Comunità, ma una visione del mondo basata sulla concezione spirituale della vita.
Certo, chi è troppo piccolo e meschino certe cose non può comprenderle…

Camelot vive e vivrà sempre, comunque ed ovunque, nei cuori, nelle teste e negli attributi della nostra Comunità abitativa, identitaria e militante.
E Camelot (il vero nome di Casa d’Italia Prati!) non può essere attaccata, processata, indagata, sgomberata… Camelot è leggenda, mito, forza, eternità. Camelot siamo noi!

Siamo pronti a dialogare su tutto, ma mai a mettere in discussione le nostre scelte, che oggi ci vedono protagonisti nella nascita dell’ IDEOLOGIA ITALIANA, liberata dalle ideologie del Novecento, e nemica delle fazioni, che rovescerà il Sessantotto e che rimetterà identità, comunità, partecipazione, categorie e solidarietà al centro della politica nazionale.
Questa è vera Rivoluzione.
E la reazione Sessantottina non fermerà CASA D’ITALIA PRATI ed i suoi progetti per un’ Italia migliore.
Le Idee non si sgomberano…

Giuliano Castellino
Casa d’Italia Prati – Via Valadier 37 – Camelot – Roma
_________________
AREA IDENTITARIA... Direzione nuova



23 agosto 2008

BOICOTTIAMO LE OLIMPIADI

Di Andrea Pili
del Fronte Identitario Cagliari

I giochi olimpici di Pechino volgono ormai al termine ed il serio pericolo di far calare il sipario sul regime criminale che li ha organizzati è molto alto. Infatti, il regime comunista ha voluto ospitare i giochi per rifarsi un’immagine all’estero e per rafforzare il consenso interno; inoltre, i giochi sono serviti agli eredi di Mao per distogliere lo sguardo dallo sterminio del popolo tibetano e del popolo uiguro, entrambi in lotta per l’indipendenza.
Per questo serve un boicottaggio concreto contro chi ha voluto questi giochi, che non si limiti a non guardare le gare- fatto in sé innocuo, possiamo anche seguirle a mio giudizio- ma che si mantenga costante nel tempo giacché la rassegna è ormai conclusa mentre il regime proseguirà ancora più forte e con esso anche continueranno i suoi rapporti commerciali con i paesi occidentali e con le multinazionali sfruttatrici della manodopera a basso costo e senza diritti. Non dimentichiamoci che la produzione inumana in Cina, anche grazie alle multinazionali ha come conseguenza drastica il precariato dei nostri lavoratori. A proposito di paesi occidentali, cosa ha fatto il governo Berlusconi quando i giochi furono assegnati alla capitale cinese nel 2001? Il governo non fece nulla per opporsi e solo in extremis, a pochi giorni dalla cerimonia d’apertura, Gasparri - esponente della attuale maggioranza, ma anche del II governo Berlusconi - accortosi di possedere un cervello ha chiesto un inutile gesto agli atleti! Gli atleti non devono mettere le pezze alle inefficienze e alla codardia dei nostri politici; per cui non devono essere colpevolizzati se non hanno disertato o non hanno compiuto alcun gesto. Un’azione qualsiasi da parte dei partecipanti o da parte nostra, durante i giochi, non avrebbe alcun risultato pratico e magari salverebbe la faccia ai politici che nulla fanno contro le multinazionali, anzi vanno in Cina a sponsorizzare i nostri prodotti. Vi ricordate Prodi? Nel 2006 andò nel paese del Fiume Giallo e disse che la Cina non deve esser vista come un pericolo, bensì come un’opportunità per le imprese italiane.
Quindi, se la politica non è disposta- per codardia o per stupidità- a danneggiare concretamente chi ha voluto questo spettacolo propagandistico, questa coltre che vorrebbe coprire mani grondanti di sangue, diamoci noi una mossa: boicottiamo gli sponsor ufficiali di Pechino 2008 e della squadra italiana. Non dobbiamo acquistare i primi perché sono quelli che si attendono di guadagnare di più da questi giochi grazie alla pubblicità che essi offrono; inoltre, hanno aiutato il regime nell’organizzazione della rassegna sportiva grazie ai danari offerti; poi hanno impedito il boicottaggio dei governi occidentali, ormai rassegnati o convinti fautori del neoliberismo, i quali dunque non possono certo strizzargli l’occhio a giorni alterni. Dobbiamo rifiutarci di comprare i tre sponsor ufficiali dell’Italia olimpica perché grazie a loro la nostra rappresentativa non ha potuto disertare i giochi; infatti, il Coni avrebbe perso molti soldi da parte delle aziende e sarebbe stato danneggiato non partecipando a Pechino. Di certo dei fondi più cospicui allo sport, da parte dello stato italiano, avrebbe aiutato Petrucci a fermarsi a ragionare.
Conosciamo gli sponsor più importanti dunque, i più direttamente coinvolti, spiccano due nomi: ADIDAS e VOLKSWAGEN. L’azienda tedesca di abbigliamento sportivo è lo sponsor tecnico dei giochi, si è aggiudicata il posto di partner ufficiale dopo una “gara” con la Nike; ha sborsato 200 milioni di dollari ma entro il 2010 punta a guadagnarne un miliardo, proprio grazie alle olimpiadi della repressione. La VOLKSWAGEN ha offerto i mezzi per dirigenti e squadre (5000 esemplari). La COCA COLA sarà ben visibile sulla pubblicità dei pullman assieme alla MC DONALD’S. La LENOVO sarà sponsor olimpico per i personal computer, ha offerto dunque 14000 prodotti per supportare tecnologicamente 56 sedi della manifestazione in 7 città. Dopo questi giganti ci sono anche: JOHNSON & JOHNSON; KODAK; OMEGA; PANASONIC; SAMSUNG e VISA.
Gli sponsor ufficiali dell’Italia olimpica sono invece: FREDDY; EDISON e – non poteva mancare- BANCA INTESA SANPAOLO, la seconda società italiana per utili, non appagata dai suoi 7 miliardi di euro guadagnati nel 2007.
Dopo i giochi non lasciamo la scena alla ipocrisia dei politicanti, che chiedono un gesto agli atleti ma poi continuano i rapporti commerciali, e dei fessi che magari hanno spento la tv durante le olimpiadi ma indossano scarpe Adidas e mangiano il Big Mac. Diamoci da fare per un boicottaggio concreto che punta a danneggiare non i pagliacci ma i capi del circo.


6 agosto 2008

Iniziative in concomitanza con l’apertura dei Giochi Olimpici di Pechino

Proseguono le mobilitazioni in vista dell’Inaugurazione delle Olimpiadi a Pechino e l’aggregatore www.identitario.org prosegue le sue iniziative nazionali per sensibilizzare l’opinione pubblica, gli atleti e i governanti a sostenere azioni di protesta contro le Olimpiadi a Pechino.

“Con la conclusione della raccolta di firme che sono nella città di Cagliari ha visto l’adesione di oltre 3500 persone, dopo la presentazione della Mozione per chiedere al Comune di Cagliari il conferimento al Dalai Lama della Cittadinanza Onoraria, promossa da Simone Spiga e sostenuta da esponenti di tutti gli schieramenti politici, ieri anche il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni ha chiesto un segnale chiaro di difesa del popolo tibetano”, affermano nella nota gli esponenti dell’Associazione Fronte Identitario.

“Dopo molte battaglie civili combattute negli anni per la difesa della libertà e dell’autodeterminazione dei popoli, ci troviamo all’interno di un passaggio storico di particolare significato , infatti oggi l’attenzione del mondo è concentrata sulle Olimpiadi in Cina, i governi nazionali e le istituzioni europee hanno lungamente dibattuto sull’opportunità di partecipare alla cerimonia inaugurale”, prosegue la nota di Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani.

“Cagliari si sta dimostrando sensibile, ma proprio ora non intendiamo abbassare il livello della protesta, migliaia di adesivi e di volantini sono in distribuzione in queste settimane”…”oggi fino al giorno dell’inaugurazione saremo nelle piazze di Cagliari con volantinaggi e megafonaggio per ricordare la tragedia del popolo tibetano e di altre minoranze in Cina”, conclude Spiga.


25 luglio 2008

AN/ SABATO ASSEMBLEA,LA PARTITA DI ALEMANNO: REGOLE CHIARE IN PDL

L'approdo finale non è in discussione, il Pdl è la meta di Alleanza nazionale. Ma sul come arrivarci le 'ricette' sono diverse. Il minimo comun denominatore emerso nelle riunioni delle ultime settimane è non cadere nel cono d'ombra, non rimanere schiacciati fra l'attivismo leghista sulle riforme e le battaglie berlusconiane sulla giustizia. Ma chi sempre più di frequente mostra insofferenza per le modalità di avvicinamento al Pdl è l'area che fa capo al sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Sabato c'è l'assemblea nazionale del partito. Un appuntamento nel quale si fisserà una nuova assemblea che avrà il compito di indicare la data del congresso. Alemanno dovrebbe intervenire all'incontro del fine settimana e, secondo chi lo conosce bene, proverà a fissare dei paletti. Nessuna frenata sulla meta, sia chiaro. Il ragionamento del sindaco è che non è possibile costruire un partito, il Pdl, guidati solo dall'obiettivo di dar vita a un soggetto con il 40% dei consensi. Il primo punto da chiarire è però proprio quello 'aritmetico'. Le regole per la costituzione del nuovo soggetto, che emergeranno dalla bozza di statuto, sono al centro delle preoccupazioni di Alemanno.

Il 70% a Forza Italia, il 30% ad An. Questi sono i numeri intorno al quale si giocherà la partita congressuale, la rappresentanza dei due partiti nel nuovo soggetto politico. Ma l'appunto che muove Alemanno è proprio questo: non irrigidirsi su questo schema, serve tenere conto delle differenze territoriali, dei consensi sul territorio, regione per regione, sezione per sezione.

Da qui scaturisce poi il ragionamento sui valori. Alemanno vuole il Pdl, ma il sindaco intende battere proprio su questo tasto, sul bagaglio valoriale che Alleanza nazionale porterà nel Pdl, sulla 'mission' che fino ad ora non è emersa con chiarezza nei primi mesi di governo. Serve uno scatto, insomma, per uscire dal torpore. Non è un caso che proprio Alemanno fu l'unico a mostrare qualche cautela alla vigilia della lista unitaria alle politiche. Chiese "rispetto" per An e i suoi militanti, reclamò un congresso. "Deve essere chiaro - aggiunse - che la parte centrista e quella di destra devono avere pari dignità". Nessuno stop al Pdl, solo volontà di incidere sulle regole e, naturalmente, coagulare una sensibilità all'interno del partito, anzi dei partiti.

Facendo leva, com'è ovvio, sull'incarico che ricopre. Non è infatti un mistero che proprio il sindaco, al netto del necessario rapporto che quotidianamente coltiva con l'esecutivo per far fronte alle necessità della Capitale, gode di maggiore agibilità politica rispetto agli altri colonnelli occupati nell'azione di governo o nell'attività parlamentare.


16 luglio 2008

Spiga (An): Prosegue la mobilitazione contro le Olimpiadi in Cina

In segno di solidarietà con il popolo tibetano prosegue la mobilitazione internazionale di decine di associazioni, movimenti, partiti contro le Olimpiadi in programma a Pechino e per rilanciare con forza la necessità di dare una Patria alle popolazioni del Tibet occupate da decenni.

“Dal portale Identitario.org ad Azione Giovani, Organizzazione Giovanile di An, molte sono state e saranno le iniziative anche in Sardegna per solidarizzare con il Dalai Lama e con tutto il popolo tibetano”…”chiediamo ancora una volta che l’Unione Europea e il Governo Italiano non partecipino alla cerimonia inaugurale attraverso la stampa di opuscoli, volantini e adesivi, tutto materiale utile per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vicenda”, afferma Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani e Consigliere della Circoscrizione n°4 di Cagliari.

“Chiediamo ai cittadini sardi un segnale forte di sostegno al Tibet, anche attraverso il sostegno dell’iniziativa promossa dall’Associazione Italia-Tibet che chiede l’esposizione alle finestre di casa della bandiera italiana o tibetano che potrà essere richiesta direttamente all’Associazione all’indirizzo info@italiatibet.org o altrimenti all’indirizzo identitario@hotmail.it”, prosegue Spiga.

“Nella giornata di ieri è stata presentata durante il Consiglio della Circoscrizione n°4 una mozione per chiedere che il Comune di Cagliari conferisca a Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama la Cittadinanza Onoraria di Cagliari ai sensi dell’Art.5 dello Statuto del Comune di Cagliari, la Mozione del quale sono il primo firmatario, è stata sottoscritta da una decina di Consiglieri della maggioranza e della minoranza”, “Vogliamo con questa mozione dare un riconoscimento concreto alle battaglie di civiltà del Dalai Lama, che il 10 Dicembre del 1989 ottenne dall’Accademia di Stoccolma il Premio Nobel per la Pace”, prosegue la nota di Spiga.

"Chiediamo che il Gruppo di An in Consiglio Comunale faccia sua la nostra Mozione e interpreti la nostra richiesta di dare un segno forte, infatti tutti dobbiamo ricordare l’impegno del Dalai Lama per trovare soluzioni pacifiche per il suo Tibet e per aver diffuso il principio di riaffermazione dei diritti umani e della pacificazione fra i popoli”, conclude Simone Spiga.

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Si allega la Mozione presentata:

"Il Consiglio della Circoscrizione n°4,

PREMESSO CHE

- Tenzin Gyatso, nato a Taktser (Tibet) il 6 luglio 1935, XIV Dalai Lama del Tibet, è la principale autorità politica e religiosa del Popolo Tibetano;


- all'età di due anni è stato riconosciuto come reincarnazione del XIII Dalai Lama, a sei ha iniziato il suo iter di studi monastici, a 25 ha conseguito il titolo di Geshe Lharampa che corrisponde ad una laurea in filosofia buddhista;


- il 17 novembre 1950 ha assunto il potere politico ma nel 1959, a seguito dell'invasione cinese del Tibet, è stato costretto a riparare in India, dove ha ottenuto asilo politico e vive tuttora, a Dharamsala, che è anche la sede del Governo Tibetano in esilio. Nel 1963 ha promulgato una Costituzione democratica, basata sui principi del Buddhismo e ispirata alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;


- il 10 dicembre 1989 Tenzin Gyatso ha ricevuto dall'Accademia di Stoccolma il Premio Nobel per la Pace;

SOTTOLINEANDO

il suo impegno a livello internazionale per trovare una soluzione pacifica per il suo Tibet e per aver diffuso il principio della riaffermazione dei diritti umani e della pacificazione fra i popoli;

AI SENSI

dell'articolo 5 dello Statuto del Comune di Cagliari

CHIEDE AL CONSIGLIO COMUNALE DI CAGLIARI DI

Conferire la Cittadinanza Onoraria a Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama."


22 giugno 2008

Nuovi adesivi del Comitato PEGGIO SORU



Chiunque volesse i nuovi adesivi del Comitato WWW.PEGGIOSORU.TK può contattarci all'indirizzo peggiosoru@yahoo.it, questa sarà l'ultima iniziativa prima dell'inizio della campagna elettorale per i referendum regionali del prossimo Ottobre.
Pronti per le nuove sfide e convinti della necessità di rilanciare la Sardegna senza Soru e il Centro Sinistrra, vi facciamo i nostri auguri.

Comitato PEGGIO SORU


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2 giugno 2008

Nasce Tartuga TV

 


E’ nata TORTUGA TV - Web TV non conforme!

CASAPOUND ITALIA

in collaborazione con
il gruppo operativo informatico “V2 entertainment” -
il forum di destra radicale VIVAMAFARKA -
e
www.radiobandieranera.org

è orgogliosa di presentare la nascita di www.tortugatv.org, la prima web tv non conforme. Storie, reportage, interviste, conferenze, film, concerti dibattiti e documentari. Finalmente una televisione senza ballerini e pubblicità.

Finalmente una televisione senza reality e fiction.

Finalmente una televisione politicamente scorretta e non conforme.

Attiva 24 h perchè noi non dormiamo mai.

LE TRASMISSIONI SONO INIZIARE IL 1 GIUGNO 2008


10 maggio 2008

Il 12 maggio in libreria IL REGNO NASCOSTO di Gabriele Marconi ed Errico Passaro


Althorf e i suoi due nipoti, Vitur e Tekkur, sono gli unici Nani rimasti nel villaggio di Cuterbor.
Dopo aver condiviso il mondo con gli Uomini abitando quartieri all'interno delle loro città, i Nani hanno infatti deciso di tornare ai tempi antichi, lasciando le loro case per cercare un luogo adatto a ricostruire il loro regno, nel grande Nord. Solo in pochi hanno deciso di rimanere: Althorf del Clan Mahûk è tra questi. E dai suoi fratelli, partiti tanto tempo prima, non ha mai più avuto notizie.
Dopo aver ascoltato le storie sull'antico Regno dei Nani e sulla potenza della loro gente, Vitur e Tekkur decidono di mettersi alla ricerca di questo luogo leggendario.
Durante il loro viaggio incontreranno nemici mortali e alleati inaspettati, salderanno amicizie, conosceranno il sangue e attraverseranno i fuochi della battaglia, camminando infine sulle ali dell'ultima magia del mondo di prima.

PER LEGGERE IL PRIMO CAPITOLO: LINK

VISITA IL BLOG DI GABRIELE MARCONI

PRESENTAZIONE: venerdì 13 giugno alla biblioteca Angelica, in piazza Sant'Agostino ROMA, ore 18.00. Seguirà un breve concerto Marconi-Mancinelli.

 


10 febbraio 2008

Il Circolo Culturale FRONTE DIENTITARIO ricorda i Martiri delle Foibe



Questa mattina
l´associazione culturale Fronte Identitario, affiliata a livello nazionale con i circoli Nuova Italia promossi dall´ex Ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, ha organizzato una manifestazione che si svolta a partire dalle 11:00 presso Marina Piccola. La manifestazione ha visto la distribuzione di migliaia di coccarde tricolore e la distribuzione di un volantino esplicativo, inoltre è stata buttata in mare un corona di fiori.
La "Giornata del Ricordo" è stata istituita nel 2004 dal Parlamento Italiano per ricordare oltre 15.000 italiani, donne e uomini di ogni età barbaramente uccisi e gettati nelle cavità carsiche dalle truppe comuniste del maresciallo Tito.
Inoltre anche per non dimenticare i protagonisti dell´esodo giuliano-dalmata, quando al termine della guerra, dopo aver ceduto l´Istria, Fiume e la Dalmazia alla Jugoslavia - 300.000 italiani furono obbligati a lasciare la propria terra e privati dei loro beni.

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