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Diario


10 giugno 2007

Provocazioni: dopo le quote rosa si parla di quelle “arancioni”

 

 Proposta di legge  dell'On. Bruno Murgia

Dopo le quote rosa, ora arrivano quelle arancioni. E se le prime erano dedicate alle donne, la nuova scelta cromatica individua un’altra categoria da coinvolgere più attivamente nel mondo della politica: i giovani. L’idea è di un deputato di Alleanza Nazionale, Bruno Murgia, e si fonda sulla piena attuazione della Costituzione. In particolare, Murgia fa riferimento all’articolo 56 della Carta fondamentale, quello che prevede l’eleggibilità a deputato per tutti gli elettori che, nel giorno delle elezioni, abbiano compiuto i venticinque anni di età e che contempla, a suo avviso, il principio della rappresentanza giovanile nell’ambito delle assemblee elettive. «Principio – sostiene – che è stato largamente disatteso nel corso delle passate legislature». Sicché la sua proposta di legge contiene disposizioni volte ad accrescere ed a riequilibrare la rappresentanza delle giovani generazioni nelle cariche elettive. Spiega Murgia: «le nuove generazioni chiedono di essere messe in grado di rappresentare i propri interessi, i propri bisogni e le proprie speranze, di poterlo fare con il proprio linguaggio e di poter contribuire a costruire il futuro: chiedono un ricambio generazionale, ricambio che consentirebbe loro di vedersi sufficientemente rappresentati in seno al Parlamento e di poter sperare in un futuro migliore, un futuro, che è bene ricordare, inevitabilmente gli appartiene». L’Italia è un Paese vecchio. L’età media, secondo i dati dell’Onu, corrisponde a 41 anni, 15 in più rispetto all’età media mondiale. E le istituzioni solo lo specchio dell’invecchiamento della popolazione. Ancora Murgia: «se calcoliamo la media tra le età del Presidente della Repubblica, dei Presidenti di Camera e Senato e quella del Presidente della Corte Costituzionale scopriamo che il risultato si attesta all’incirca sui 74 anni». Mentre, ricorda l’esponente della destra, in passato l’Italia aveva una lunga tradizione di politici precoci: «prima di insediarsi alla guida del governo, Cavour aveva solo 41 anni, Minghetti 45, Giolitti 50, Fanfani 46, Moro 47, Cossiga 51, Craxi 49, Goria 44». Come funzionano le quote arancioni? La proposta di legge consta di tre articoli. E introduce il criterio della soglia di inserimento, nelle liste elettorali, di candidati con età inferiore ai 40 anni, che devono essere il 30 per cento del totale. La nuova disciplina vale non solo per le elezioni al Parlamento, ma anche per i Consigli comunali e quelli provinciali. L’iniziativa legislativa prevede una linea dura per i partiti che non si mettano in carreggiata. Le liste che non riservano una quota di candidature ai giovani si vedranno decurtato il rimborso per le spese elettorali da un minimo del 10 per cento a un massimo del 50 per cento.

Tratto dal Blog di Gianmichele Nonne

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