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Diario


17 agosto 2009

NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO


Ero mesi che se ne parlava, erano settimane che i club delle tifoserie italiane aspettavano un provvedimento repressivo sulle tifoserie organizzate, ed ecco varata per l’inizio del campionato di calcio del prossimo 22 Agosto la Tessera del Tifoso. Sarà nelle intenzioni del ministero degli Interni uno strumento che contribuirà alla sicurezza negli stadi, anche se, secondo i suoi critici, somiglia troppo a una pre-schedatura.
L’idea lanciata lo scorso 27 Maggio dall’ Osservatorio nazionale del Viminale sulle manifestazioni sportive, partirà ufficialmente all'inizio di questo campionato, il 22 agosto, ma visto il ritardo con cui le società si stanno adeguando, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha posticipato l'entrata in vigore degli effetti più penalizzanti al primo gennaio del 2010.
La Tessera del tifoso non è altro che una forma repressiva di controllo del tifoso e dell’Ultras per questo decine di gruppi in tutta Italia stanno promuovendo azioni di protesta contro questa decisione del Governo.
La normativa nasce dall’art. 9 della contestata Legge Amato che inibiva la vendita dei tagliandi per lo stadio a tutti coloro che sono stati destinatari di un Daspo (divieto d'accesso alle manifestazioni sportive), trasformando ogni "diffida" in "diffida a vita".
Articolo mai realmente applicato dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive anche perché anticostituzionale, infatti il Daspo è una misura restrittiva (adottata dal Questore) a scopo preventivo, e non può essere equiparato in alcun modo ad una condanna (tanto meno definitiva), anche perché non necessita di alcun processo. Trasformare ogni Daspo (un provvedimento già di per sé lesivo dei diritti civili della persona, che si vede privata della libertà direttamente dalla Polizia) in Daspo a vita, significa portare l'abuso alla massima potenza. L’Italia è lo stato in cui siedono in Parlamento pregiudicati a questo punto la domanda è: ma per entrare allo stadio servano requisiti maggiori che per sedere nel Parlamento? E infatti, stando all'art. 9 della Legge Amato, allo stadio possono entrare tutti coloro che sono stati condannati in via definitiva: anche terroristi, mafiosi, pedofili e stupratori. Ma non chi ha commesso reati connessi al tifo (anche se ha interamente scontato la pena), e neppure chi ha ricevuto una diffida (anche quando fosse stato assolto al processo che talvolta segue il Daspo).  Per questo riteniamo che la "Tessera del Tifoso" serva proprio ad applicare questo articolo. Anche perché il suo rilascio si fonda sull'autorizzazione preventiva della Questura. E i diritti fondamentali dove sono finiti? E la libertà individuale?
Per queste ragioni sarà necessario sin da subito attuare forme di protesta per contestare questa scellerata decisione del Governo

Simone Spiga
http://www.simonespiga.tk


5 giugno 2008

Polverini: aiuti alle famiglie, più occupazione femminile, investimenti nella conoscenza

“Il Paese ha bisogno di una scossa. I dati Istat confermano, una volta tanto, quel che andiamo dicendo da tempo: i salari crescono poco, l’occupazione femminile è alla deriva, soprattutto al Sud, il lavoro continua ad essere precario e poco specializzato”.
Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini commentando il rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese. La metà delle famiglie italiane ha guadagnato meno di 1.900 al mese, in sei anni il reddito per abitante degli italiani crolla del 13% rispetto alla media europea, cresce il numero degli inattivi, ritmo dimezzato per la crescita dell’occupazione, caro vita più sensibile al Sud, stenta ad affermarsi il lavoro ad alta specializzazione. Sono questi alcuni dei dati che emergono dall’indagine. E che rilanciano l’emergenza salariale, la scarsa occupazione femminile, oneri esosi per la casa.
“Le famiglie – aggiunge Polverini - sono in affanno, gravate da troppe tasse e spese eccessive per la casa. Servono politiche di sostegno. Dopo l’abolizione dell’Ici, bisogna intervenire sugli affitti così come accanto alle iniziative messe in campo dal Ministro Tremonti sui mutui, ci aspettiamo segnali concreti anche dall’impegno annunciato su prezzi e tariffe. Per l’Ugl, sul fronte fiscale, la via maestra resta quella del quoziente familiare, affiancato da un sistema di welfare che colmi le lacune in termini di servizi, concausa nell’aggravio di spesa, e di una distribuzione della ricchezza che premi i redditi fissi da lavoro e da pensione. Le retribuzioni in Italia sono di molto inferiori ad altri paesi europei e oltre alla detassazione degli straordinari o l’aumento della produttività, serviranno misure ancora più incisive per riequilibrare questo gap. A tale proposito, vale la pena rimarcare come l’Istat imputi il calo di produttività in parte alla flessibilità della nuova occupazione e in parte alle stesse imprese, troppo sbilanciate sulla redditività, le quali, oltre agli sforzi chiesti ai lavoratori, dovrebbero fare la propria parte”.
“La crescita dell’occupazione – prosegue - è un altro obiettivo, sinora fallito, che va incentivato investendo sulle donne le quali, anche per via degli impegni familiari, ingrossano le file di quanti rinunciano a cercare un lavoro: ciò determina statisticamente un calo della disoccupazione, ma incide di fatto sull’immobilità del mercato del lavoro in cui le unità occupate non aumentano. Ultima ma non meno importante, - conclude - la conoscenza: l’Ugl da tempo sostiene la necessità di una riforma seria della scuola. Bisogna mettere i giovani in condizione di diventare davvero competitivi in Europa dove invece le professioni ad alta specializzazione hanno un trend migliore del nostro”.


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20 ottobre 2007

== GOVERNO: ALEMANNO, AL VOTO IN PRIMAVERA? CREDO ANCHE PRIMA =

Cernobbio, 20 ott. - "Potrebbe cadere anche prima, credo che i tempi si stanno accelerando e si potrebbe andare al voto anche all'inizio dell'anno prossimo": cosi' l'esponente di Alleanza Nazionale, Gianni Alemanno, sulle dichiarazioni del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, circa la possibilita' di elezioni anticipate alla prossima primavera.


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7 giugno 2007

AN: MANTOVANO, DA UN ANNO PARLAMENTO BLOCCATO

 Roma, 7 giu. - 'Quello che interessa, al di la' dell'alternativa o meno a questo governo, e' che da un anno il Parlamento e' bloccato'. Questa la considerazione del senatore Alfredo Mantovano (AN), nel corso del dibattito di 'Omnibus' in onda oggi su LA7 che aggiunge: 'Trovo disagio a far parte di un ramo del Parlamento che vota, quando va bene, mezza giornata ogni quindici giorni. Questo dipende dal fatto che ogni iniziativa legislativa, anche apparentemente marginale, viene bloccata per il rischio che si vada sotto anche di un voto. Sul piano generale - ha concluso Mantovano - questo significa che non viene presa nessuna decisone su riforma delle pensioni, utilizzo del superfluo delle entrate fiscali, lotta al terrorismo e cosi' via: voci che incidono sulla vita quotidiana di ognuno di noi'. (AGI)


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