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Associazione Culturale Nuova Italia - Sardegna


Diario


16 marzo 2010

Pisano e Spiga(Pdl): gravi ritardi nell'apertura del Teatro di Quartu Sant'Elena

 

“La notizia dei ritardi nell’apertura del Teatro di Viale Marconi a Quartu Sant’Elena non giunge inaspettata. Infatti negli ultimi anni sono state molteplici le interruzioni dei lavori, che hanno causato gravi ritardi nell’apertura di questo importante spazio culturale per i quartesi e per gli abitanti dell'hinterland”, affermano nella nota Michele Pisano, Responsabile per Quartu Sant’Elena dei Circoli Nuova Italia, Associazione Culturale ideata dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno, e Simone Spiga, Componente del Coordinamento Provinciale del Pdl.
“La Giunta Comunale dimostra, ancora una volta, la sua incapacità nella gestione dei lavori pubblici. L’Assessore Denti ha, a più riprese, promesso l’apertura del Teatro, ma ancora oggi è chiuso; vogliamo capire quando arriverà il momento in cui la città di Quartu avrà uno spazio culturale per l’organizzazione di spettacoli. Un'idea voluta dal Centro Destra nel 2003 e che, a oggi, non vede fine. Ciò che ci preoccupa maggiormente capire è se ci siano stati costi maggiori dovuti ai ritardi nei lavori, perché in questo caso ci sarebbe solo una responsabilità politica, quella della Giunta Ruggeri e del Centro Sinistra quartese”, incalzano i due esponenti del Popolo della Libertà.
"Sin dai prossimi giorni i Circoli Nuova Italia di Quartu hanno promosso iniziative per sensibilizzare i cittadini sui principali temi che riguardano la cittadinanza e le gravi lacune della Giunta Ruggeri", concludono Michele Pisano e Simone Spiga.


2 luglio 2008

BRUNO MURGIA: LE PRIMARIE PER SCEGLIERE IL LEADER IN GRADO DI BATTERE SORU

Il PDL sardo deve lanciare la sfida a Soru, scegliendo il proprio candidato con le primarie. AN e FI devono sentire i loro sostenitori per evitare che la scelta venga imposta da Roma, nello spirito della più autentica autonomia sarda. On. Bruno Murgia (Camera dei Deputati, AN-PDL)


PEGGIO SORU


1 dicembre 2007

Nessuna Paura: Un Nuovo Centrodestra E’ Sicuro di Gianni Alemanno

di Gianni Alemanno

Dobbiamo tenere i nervi saldi, senza ricadere nelle sterili dialettiche che, per troppi anni, hanno attraversato senza costrutto il nostro schieramento, in polemiche che i nostri elettori non riescono proprio a capire. Nonostante le irruenti dichiarazioni che riempiono in questi giorni le pagine dei giornali, non possiamo pensare che il centrodestra italiano sia finito. Ma neanche far finta di nulla di fronte alla durissima pressione che, non da oggi, viene esercitata contro Alleanza Nazionale.

Dobbiamo costruire un nuovo equilibrio e, soprattutto, costruire una strategia politica che sia in grado non solo di sconfiggere Veltroni e la nuova sinistra liberal, ma soprattutto di governare l’Italia verso un profondo ed autentico cambiamento.
In questa prospettiva il ruolo della destra è indispensabile, sono necessari i nostri valori e i nostri punti programmatici: nessun Centro “moderato” è in grado da solo di dare risposte adeguate alla radicalità dei problemi che abbiamo di fronte.
La crisi italiana è molto profonda e si supera solo partendo dal valore dell’identità, declinato a tutti i livelli ed in tutti i contesti. Non basta la libertà, bisogna evocare anche l’identità delle persone, delle famiglie, delle comunità, c’è un disperato bisogno di identità nazionale per governare la globalizzazione. Questi sono valori di destra, che i politici di Centro capiscono solo fino ad un certo punto, ma che possono essere fatti propri da milioni di italiani. E’ la destra sommersa e diffusa il grande motore del cambiamento – sociale, culturale ed antropologico, prima ancora che politico – della Nuova Italia.
Non è quindi per “patriottismo di partito” che respingiamo in modo ruvido e netto il tentativo di comprimere Alleanza Nazionale, lo facciamo perché non si può costruire un nuovo schieramento vincente relegando ai margini quello che la destra rappresenta.
Certo, anche noi di An dobbiamo farci le nostre autocritiche e comprendere che oggi non saremmo in questo “passaggio stretto” se non avessimo troppo spesso “dimenticato” la nostra identità, facendo più lavoro culturale e programmatico, curando di più la nostra struttura-partito, riuscendo ad essere più netti e più forti nelle sfide e nelle mediazioni. Molti di noi si sono illusi che nel “partito unico” del centrodestra tutti i nostri limiti sarebbero stati superati, molti hanno visto la nostra identità di destra come una gabbia da superare, non come una energia da aprire e da dispiegare.
Ma proprio le difficoltà di oggi, cominciate con la scissione di Storace, possono essere la spinta per superare questi errori e questi ritardi. Questo non significa arroccarci dentro noi stessi, rifiutare le alleanze, “vendicarci in ritardo” dei torti subiti. Dobbiamo ricostruire l’alleanza e aprirci a nuove aggregazioni, con una strategia lucida e ferma.
Innanzitutto: partire dai messaggi politici e programmatici. Dalla Conferenza indetta da Alleanza Nazionale per i primi di febbraio, non devono nascere documenti confusi ed intellettualistici come quello approvato dall’Esecutivo del Partito nell’estate dello scorso anno, al contrario dobbiamo lanciare messaggi chiari e forti da cui far partire campagne politiche in grado di penetrare profondamente nella società italiana.
Da questi messaggi e da queste campagne devono partire le nuove aggregazioni di Alleanza Nazionale, non per contraddire o sbiadire la nostra identità (lo abbiamo già fatto con l’elefantino e abbiamo visto i risultati…), ma per costruire attorno ad essa nuove alleanze sociali e nuove linee di comunicazione e partecipazione. Dobbiamo parlare ai corpi intermedi, alla società civile, alle associazioni, alle comunità, che chiedono partecipazione ed identità e che possono essere confederate attorno a noi. Anche questo è un modo per superare gli attacchi dell’antipolitica e rigenerare la partecipazione attorno ai partiti.
Contemporaneamente a questo processo di rilancio e di allargamento dell’area di Alleanza Nazionale, è necessario ricostruire l’alleanza di centrodestra. Insieme al nuovo partito di Berlusconi, ovviamente. Ma non solo. Bisogna dialogare con tutti i soggetti politici e sociale che sono fino ad ora rimasti fuori dalla Casa delle Libertà: quelli più simili a noi vanno portati a destra, gli altri possono diventare nuovi alleati centristi. Moltiplichiamo gli interlocutori al Centro, allarghiamo i confini dell’alleanza, aggreghiamo pezzi importanti di società civile, per evitare di essere emarginati e di regalare spazi politici al Partito Democratico di Veltroni.
E’ evidente che qualsiasi idea di fusione tra la Destra e il Centro va assolutamente respinta. Come abbiamo archiviato il partito unico con Berlusconi, così non possiamo certo riproporlo insieme alla “cosa bianca” che forse nascerà attorno all’Udc.
Una Destra più forte e più aperta, senza complessi di inferiorità, un centrodestra più ricco di interlocutori e di alleati, un grande rilancio di temi programmatici forti e concreti, questi devono essere i nostri obiettivi. Diventeranno anche gli obiettivi di tutti gli altri, compreso Silvio Berlusconi, perché in Italia non c’è spazio per il neo-centrismo, non c’è nessuna possibilità reale di emarginare An, a meno di non volersi consegnare a Walter Veltroni.
Per questo non dobbiamo avere paura. Non dobbiamo litigare con nessuno, se non con Prodi e Veltroni che rimangono i nostri unici e veri avversari. Ugualmente non dobbiamo genufletterci di fronte a nessuno, siamo molto più forti di quello che noi stessi pensiamo.
La costruzione del nuovo centrodestra è appena cominciata e in questa nuova realtà Alleanza Nazionale non sarà subalterna a nessuno.


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permalink | inviato da fronte il 1/12/2007 alle 10:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 giugno 2007

CDL: ALEMANNO, FASE NUOVA DA RILANCIO PROGETTUALE

"Dopo la probabile scesa in campo di Veltroni siamo tutti d' accordo che è necessaria una fase politica nuova per il centrodestra."
É quanto dichiara l'On. Gianni Alemanno.
"Ma questa fase nuova - prosegue Alemanno - non deve nascere da uno scontro nominalistico sulla leadership ne da una generica chiamata all'ordine di tutti coloro che non si ritrovano con il centrosinistra. Una fase politica nuova nasce dal rilancio di un progetto politico, da nuove parole d'ordine, da precisi punti programmatici che attualizzino la sintesi culturale dl centrodestra. Per questo è necessario indire il più presto possibile una grande convention programmatica aperta a tutti coloro che non accettano di essere subalterni alla sinistra. Dobbiamo riaprire il confronto con la societa civile e con chi sente la necessità di un forte cambiamento del nostro paese e della politica italiana.È molto importante, in questo contesto, l'iniziativa presa per mercoledÌ prossimo da alcune fondazioni dell'area del centrodestra, perchè permette di chiarire definitivamente se e come è possibile lanciare un nuoso soggetto politico nel centrodestra".
" Spero soltanto - conclude l'esponente di An - che non si pensi di andare in vacanza senza prima aver cominciato ad affrontare questi problemi dcisivi per battare la sinistra con o senza Veltroni".

Tratto da destrasociale.org


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permalink | inviato da sardegnaperfini il 27/6/2007 alle 13:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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