.
Annunci online

nuovaitaliasardegna
Associazione Culturale Nuova Italia - Sardegna


Diario


26 luglio 2010

Spiga (Pdl): Non vogliamo la Legge Bavaglio sulla Rete

Prosegue la mobilitazione in tutta Italia contro la Legge Bavaglio della Rete che prevede l’obbligo di rettifica anche per i Blog e per i siti internet ha avuto il suo apice oggi con la partenza di migliaia di lettere indirizzate al Presidente della Camera, Gianfranco Fini e al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, l’On. Giulia Bongiorno.

“L’appello lanciato nei giorni scorsi ci  vede sensibili e pronti a mobilitazioni per chiedere l’immediata modifica del provvedimento”, affermano Simone Spiga, componente del Coordinamento Provinciale del Pdl di Cagliari e Manolo Mureddu, Referente dei Circoli Nuova Italia in Sardegna.

“Nei giorni scorsi anche l’On. Bruno Murgia, Deputato del Pdl aveva espresso una forte critica verso questa norma, dicendo che non annullare l’obbligo di rettifica per i blog è un errore madornale e dimostra una scarsa conoscenza del mondo di internet e della funzione della rete come luogo di confronto e di grande conquista democratica”, prosegue la nota di Spiga e Mureddu.

“La norma è discriminante e liberticida, infatti imporre l’applicazione dell’obbligo di rettifica per i blog rischia di fare della libertà di informazione ondine la prima vera vittima del Ddl intercettazioni, infatti esigere da un Blogger la procedura di rettifica entro 48 ore dalla richiesta significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi sensibili e politicamente scorretti anche perchè le sanzioni previste si aggirano fino a 12.500 euro”, incalzano Spiga e Mureddu.

Sull’argomento intervengono anche Andrea Piras e Giorgio Gaias, entrambi blogger e dirigenti dei Circoli Nuova Italia di Quartucciu (CA) e Nuoro che affermano che si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino.

“Quello che è avvenuto in Parlamento è uno scenario che rischia di mettere in discussione la libertà della rete e per questo chiedo la modifica del Comma 29 dell’Art.1 del DDL Intercettazioni”, concludono nella nota i quattro esponenti della Destra Sociale.


7 aprile 2010

Simone Spiga Blog


15 novembre 2009

Simone Spiga Blog


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. destra sociale simone spiga blog

permalink | inviato da fronte il 15/11/2009 alle 21:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 novembre 2009

FRONTE IDENTITARIO” sollecita un intervento dei suoi referenti istituzionali sulla crisi in atto allo stabilimento ALCOA...

L'associazione “FRONTE IDENTITARIO” -in una nota dei suoi responsabili regionali Simone Spiga e Manolo Mureddu- afferma fortissima preoccupazione per la situazione di particolare crisi in cui versa il polo industriale di Portovesme. Proprio in questi giorni la Multinazionale ALCOA, leader dell'alluminio a livello mondiale, ha dichiarato che se entro la fine di questo mese non si avranno risposte esaustive rispetto alla vertenza sull'energia agevolata, potrebbe iniziare un “disimpegno” che porterebbe alla fermata degli impianti con conseguente messa in cassa integrazione di quasi 800 operai, più una perdita di quasi 1200 buste paghe tra i lavoratori dell'indotto. Inutile dire che una decisione del genere sarebbe una grave tragedia per un territorio già pesantemente segnato dalla crisi con la chiusura, a inizio anno, di importanti stabilimenti come Eurallumina e Otefail.
In questi giorni abbiamo sollecitato i nostri referenti istituzionali affinché possano fare pressione nei confronti della Giunta Regionale e del Governo Nazionale. A ogni modo lo scopo è stato quello di tenere alta la tensione e di far capire ai lavoratori che non sono rimasti soli. Alle sollecitazioni ha risposto con particolare attenzione il Consigliere Regionale del PDL Giorgio Locci che tempestivamente ha presentato un'interrogazione direttamente al Presidente della Regione e all'Assessorato al'Industria.
Vogliamo sottolineare la necessità che il Governo Nazionali attui quanto prima le politiche proposte dal Ministro Tremonti in materia di gestione delle imprese e di ridistribuzione degli utili d'impresa come unica soluzione per sviluppare sui territori una diversa politica economica e un nuovo modello di dialogo tra le parti.
Queste sono le istanza che la Destra Sociale sarda vuole promuovere e sostenere perchè la difesa dei lavoratori non può essere solo di una parte politica, ma dev'essere, anzi, il punto di partenza per una nuova idea di Centro Destra in Sardegna e non solo. 

 


7 maggio 2008

Cameratismo, non una parola ma un sentirsi fratelli !

Questi passati sono stati giorni di riflessione, ho voluto, dopo i tre giorni del Seminario ad Ocre, pensare all’andamento degli ultimi mesi nella politica di tutti i giorni anche in relazione alla tre giorni del fine settimana scorso.

Dal 2 al 4 Maggio io come tanti altri camerati abbiamo avuto la fortuna di vivere un’esperienza mozzafiato, appassionante e stimolante, insomma una tre giorni di analisi, approfondimento e di crescita come Comunità Militante Identitaria.

Le sfide che ci troviamo davanti sono molteplici, sia all’interno di Alleanza Nazionale e Azione Giovani ma soprattutto rispetto agli italiani che si aspettano da noi, prese di posizione chiare, impegni e risultati.

Governare la Nazione non è un gioco di pochi, ma deve diventare una battaglia giornaliera di tutti noi, giovani o vecchi militanti della Destra Popolare, Sociale e Identitaria.

In molti sanno che sono stato e rimango molto critico sull’esperienza del Popolo della Libertà, non sono convinto che sia la strada migliore, ma altresì credo che ci siano ben poche altre strade.

Mi voglio rivolgere per questo ai tanti camerati che oggi sono fuori da questo percorso politico, che come me non sono certi che questo progetto saprà interpretare al meglio il volere degli italiani, si mi rivolgo ai camerati che oggi militano in diverse formazioni politiche, molti dei quali hanno militano con noi nella Destra Sociale con Gianni Alemanno e con Marcello De Angelis.
Cioè con chi in questi tre giorni ha provato a costruire un primo nucleo per sviluppare la classe dirigente non solo giovanile del futuro partito del Centro Destra.

Si proprio tu che leggi, si mi rivolgo anche a te, ascolta le parole di un illuso, forse cazzone, ma sicuro che la parola cameratismo ha un grande significato, ascolta, prova come me a fidarti di chi ha combattuto e oggi continua a farlo, sicuro che non sarà un contenitore a cambiare la nostra idea e il nostro modo di essere esempio politico giornalmente.

Prova a fare anche tu questa scelta, prova a combattere con chi ha scelto l’identitarismo, con la capacità di confrontarsi e di analizzare gli aspetti negativi e positivi di questo percorso, ma allo stesso tempo, senza mai tradire il nostro percorso passato e futuro.

Un percorso che per me sarà legato alla croce celtica come al ricordo dei nostri caduti, sicuro che oggi come ieri il Domani appartiene a Noi!

Simone Spiga


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. destra sociale identitario.org simone spoga

permalink | inviato da fronte il 7/5/2008 alle 15:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 maggio 2008

LA GIOVANE DESTRA IDENTITARIA PRESENTE ALLA SECONDA EDIZIONE DE “IL RITORNO DELL’ELITE”.

UN SEMINARIO DI TRE GIORNI CON PARTECIPANTI PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA. INCONTRI CON MARCELLO DE ANGELIS E MAURIZIO SCELLI. GIORNATA CONCLUSIVA CON GIANNI ALEMANNO, NUOVO SINDACO DI ROMA.

Si è svolta ad Ocre (AQ) dal 2 al 4 Maggio 2008, il secondo appuntamento della convention intitolata “Il ritorno dell’élite”, fortemente voluta dall’On. Marcello De Angelis, Deputato di AN/PDL, e organizzata in collaborazione con la rivista AREA, il mensile di Destra Sociale più venduto in Italia, e con la splendida comunità di Azione Giovani di L’Aquila.

Simone Spiga (Cagliari) e Daniele Caroleo (Crotone), Dirigenti Nazionali di AG, aderenti al progetto Identitario.org, hanno partecipato a questo appuntamento a capo delle rispettive comunità militanti inviate in delegazione in Abruzzo.

“E’ stata un’esperienza importante e altamente formativa per tutti i partecipanti. – dichiarano all’unisono Spiga e Caroleo – Abbiamo avuto la possibilità di assistere ad incontri molto interessanti che hanno trattato i più svariati argomenti. Abbiamo discusso, ad esempio, del futuro dei giovani all’interno del “Popolo della Libertà”, confrontandoci con Carlo Fidanza, Vicepresidente nazionale di Azione Giovani e Capogruppo di AN al Comune di Milano, e con Stefano Morelli, presidente del Consiglio Nazionale di Forza Italia Giovani. Particolarmente toccante è stato poi l’incontro con Maurizio Scelli, neodeputato del PDL e già Commissario Straordinario della Croce Rossa, incentrato sul valore sociale del volontariato.”.

Gli altri incontri previsti dal seminario sono stati quelli con il giovane ricercatore napoletano Alessandro Sansoni sul tema del pensiero “elitista”, quello con il Prof. Luciano Arcella, sulle prospettive del pensiero conservatore di fronte alle sfide del terzo millennio, e quello con Salvatore Santangelo, componente dell’Esecutivo Nazionale di AG, che ha trattato l’argomento dell’impatto dei media sulle attuali dinamiche geopolitiche. Senza dimenticare l’incontro con il giornalista Paolo Corsini, che ha trattato l’argomento della comunicazione politica, quello con Giovanni Monastra, che si è occupato di parlare delle strategie delle grandi multinazionali del settore alimentare, in particolare per quanto riguarda l’introduzione degli OGM, e la lezione tenuta dall’esperto di marketing politico-elettorale Giuseppe Cuscusa, sui modelli di leadership e sul team building.

“E’ stata inoltre un’occasione – continuano i giovani dirigenti di AN – per incontrare numerose comunità provenienti da tutta Italia, alcune delle quali aderenti ad Identitario.org, progetto di cui noi siamo promotori ormai da tempo.”.

L’intero seminario, che si è tenuto in un ex Monastero dei templari, ora adibito a struttura ricettiva a tutti gli effetti, è stato coordinato dall’infaticabile Marcello De Angelis, storica figura della destra italiana, già Senatore della Repubblica di AN nella scorsa legislatura, e da poco eletto deputato, proprio in Abruzzo, nelle liste del “Popolo della Libertà”.

“La tre giorni si è infine chiusa – concludono Simone Spiga e Daniele Caroleo – con la prima uscita ufficiale fuori dalla Capitale del neosindaco di Roma, Gianni Alemanno, leader storico della Destra Sociale ed Identitaria. Alemanno si è soffermato sul suo nuovo ruolo quale sindaco della città più bella del mondo e sull’impostazione politica che da oggi in poi dovremmo avere, ripartendo proprio dalla vittoria di Roma e dal nuovo contenitore politico del PDL, che può e deve essere riempito con le nostre istanze e con il nostro modo di fare e di intendere la politica, incontrandoci, e non scontrandoci, con le altre anime che faranno parte di questo nuovo soggetto politico.”.


29 aprile 2008

Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori e proletari

Scettico sulla svolta di Fini, ha coltivato l'ala «sociale». E da ministro ha pescato anche a sinistra 

Se è diventato amico di Carlin Petrini leader gastronomo della sinistra, senza smettere il ricordo dell'amico di gioventù ammazzato dagli estremisti di sinistra. Se oggi lo festeggiano i tassisti irriducibili, e Montesano ex eurodeputato Ds; se l'hanno votato le grandi famiglie già papaline quindi democristiane infine rutelliane, e le classi popolari rimaste in città, allora Gianni Alemanno non è più da molto tempo il «picchiatore», il «camerata», l'avanguardia della «marea nera» annunciata da qualche suo coetaneo del fronte avverso. Ieri, in una giornata non meno storica del 13 aprile, il cerchio aperto nel '93 si è chiuso. Allora fu Fini a sfiorare la vittoria contro Rutelli. Adesso a batterlo è l'uomo che più ha faticato a seguire Fini nella marcia verso il centro, che per cinque anni è stato al governo quasi come capo di una corrente alternativa, che a lungo ha diviso con Storace la guida di una «destra sociale» sospettata di velleità neocorporative, ma che ora dimostra come la destra nuova sappia convincere la maggioranza dei romani, reduci da una lunga stagione non priva di successi ma associata al cliché eterno della mediazione, dei circoli, dei salotti interclassisti, delle relazioni privilegiate.

Così le grida dell'ultima ora contro «l'uomo nero» non hanno influenzato il voto più di quanto avrebbe fatto anni fa una campagna contro D'Alema «lanciatore di molotov»; come l'insistenza maliziosa sul matrimonio di Alemanno con la figlia di Pino Rauti non ha mosso l'umore dell'elettorato più di un attacco da destra a Pietro Ingrao, per citare un altro «grande vecchio» sconfitto dalla storia e dal crollo delle ideologie ma a cui è giustamente riconosciuto un onore delle armi ad altri negato, almeno sinora. Questo non significa che al ballottaggio esca sconfitto anche l'antifascismo, valore importante pure nella capitale; ma che proprio per questo non andava svilito e strumentalizzato in una maniera che si è rivelata non solo inelegante ma, forse, controproducente.

La vittoria di Alemanno (e di Fini, che l'aveva prevista così come alla vigilia del 13 aprile aveva anticipato che la Fiamma di Storace si sarebbe fermata al 2%) dimostra che, come al Nord la Lega tiene le chiavi dell'identità e della rappresentanza, così a Roma la destra ha il polso dell'anima profonda della città, dalle borgate ai quartieri piccoloborghesi, e sa coniugarla in sintonia con quelli che un tempo avrebbe definito polemicamente i «poteri forti» della capitale, dalle gerarchie vaticane ai costruttori; poteri in parte persuasi da tempo, in parte rapidi nel riallineamento.

Le ragioni e la natura di questo passaggio storico sono tutte nella biografia del nuovo sindaco. Un uomo capace di cambiare anche radicalmente, senza abiure spettacolari, senza conversioni pubbliche, senza rinnegare il proprio passato. Alemanno, pugliese d'origine (padre di Lecce, madre di Gallipoli), cresce in una Roma che coltiva una memoria del fascismo fatalmente diversa da quella del Nord operaio, che certo non rimpiange le leggi razziali e l'occupazione ma neppure dimentica il lascito del regime: una nuova urbanistica, grandi edifici dal Foro Italico all'università, grandi ospedali come il San Camillo e il Forlanini; un ceto medio impiegatizio con l'espansione della burocrazia statale, un proletariato di periferia con le borgate, un hinterland con le bonifiche; e, soprattutto, l'idea (sia pure espressa nelle forme rozze e antistoriche della retorica dell'Impero) di Roma capitale.

Un'eredità che andava molto oltre l'elettorato missino, come si vide appunto nel '93. La storia di Alemanno è l'adesione sofferta, anche se via via più convinta, al nuovo corso di Fini, avvenuta senza perdere neppure uno dei voti (quelli di Storace sono rientrati tutti al ballottaggio) di un blocco sociale storico, che si è andato evolvendo assieme alla destra. E allora i vecchi militanti e i giovani, i parastatali, i tifosi delle curve (compresa quella romanista), i cultori dei morti degli Anni Settanta celebrati da manifesti, fiori, scritte sui muri, i piccoloborghesi di piazza Bologna e piazza Tuscolo, i nuovi proletari delle borgate, in una parola le classi popolari che nell'apparente indifferenza della sinistra stanno pagando il prezzo dell'immigrazione, sia in termini di sicurezza che di concorrenza sul mercato del lavoro.

Ai sostenitori del '93, Alemanno ha saputo aggiungerne altri, infastiditi o semplicemente stanchi del Quindicennio, con lo stesso lavoro di apertura e tessitura che l'ha portato a diventare un ministro apprezzato anche dall'opposizione, e a costruire rapporti di stima con personaggi molto lontani dal recinto della vecchia destra, da Luca di Montezemolo ai viticoltori piemontesi, da Giuseppe De Rita agli agricoltori emiliani preoccupati dall'espansione degli ogm. Tutto questo non poteva essere ridotto a una croce celtica — per quanto non rinnegata e anzi mostrata sia pure con sofferenza alla tv, in ricordo dell'amico ucciso Paolo Di Nella —, né andava confuso con il folklore.

Rispolverare l'armamentario quello sì sempre uguale, ammiccare al fascista sul Campidoglio si è rivelato un errore strategico. La lezione di Roma è semmai quella contraria: dopo il lungo periodo in cui la capitale è stata governata prima da uomini del Pci, compreso quel Luigi Petroselli indicato da destra come il miglior sindaco dai tempi di Ernesto Nathan, poi da giunte in cui gli ex comunisti avevano un peso determinante, ora la maggioranza cambia di segno e premia un esponente del fronte opposto ma non per questo escluso dalla legittimazione e dall'alternanza. E chi oggi parlasse di «seconda marcia di Roma» non coltiverebbe l'indignazione, preparerebbe la prossima sconfitta.


9 febbraio 2008

Venite a spiegarcelo!

Che Alleanza Nazionale da mesi, forse anni, aveva iniziato a percorrere il  sentiero verso il Partito Popolare Europeo lo sapevamo! Si sapeva anche che nel cantiere del centro-destra si stavano costruendo le prime fondamenta per un unico soggetto politico, esistente soprattutto, per quello che riguarda An, nella mente dei dirigenti e mai considerato dalla base (altrimenti saremmo andati ad "accreditarci" ai gazebo dei Circoli delle Libertà)!
Tutto questo però appariva più sbiadaito dalla famosa dichiarazione a Piazza S.Babila di Berlusconi. Da lì le reazioni contrarie del nostro Partito e sembrava addirittura minata l'armonia nei rapporti tra i due più grandi partiti della Casa delle Libertà!
Ieri però il grande colpo di scena. Gianfranco Fini nelle "segrete stanze" di Palazzo Grazioli, a cospetto della corte celeste, anzi "azzurra", di Silvio Berlusconi, decide per l'ennesima volta, nella più completa autonomia,la posizione del nostro Partito. Sta volta non si tratta del voto amministrativo agli immigrati o di visite diplomatiche all'uopo di chiedere perdono e pietà per le efferrratezze dei nostri "antenati", si tratta di qualcosa di più grande. Si tratta di dover eliminare il nostro simbolo dalla scheda elettorale e compiere un passo molto serio verso il "soggetto politico unico". Insomma, potremmo definirla una "restrizione di identità" molto difficile da capire perchè nessuno ce l'è venuta a spiegare...senza dimenticarci che chi la vuol capire fa dell'IDENTITA' un valore insostituibile.
Per carità l'ho scritto nella premessa, tutti lo sapevano, son discorsi che si trascinano da anni! Aggiungiamo anche che sono arrivate le garanzie che Alleanza Nazionale almeno per il momento non si scioglie. Aggiungiamo ancora che la richiesta di Alemanno in diretta televisiva di un Congresso subito dopo le elezioni, oltre a rappresentare una boccata d'ossigeno in una gioranta vissuta in apnea, restituisce un minimo di democrazia nelle scelte della nostra Organizzazione politica...ma tutto questo non ci può risparmiare da una osservazione: ma noi a cosa serviamo? Non ho mai pensato di fare Militanza sul territorio per garantire a qualcuno l'incarico di Ministro o di Parlamentare.
Ho pensato di fare Militanza perchè parte integrante di una Comunità politica, magari la parte meno importante e meno significativa, ma comunque parte.
Ed ecco oggi, specie nel mondo giovanile, il rincorrersi di telefonate,
messaggi, chiacchierate su Messenger, riunioni convocate d'urgenza nelle nostre sezioni, spesso squallide e sporche con i manifesti ammassati e con qualche vecchia foto di Fini con gli occhialoni anni '70 che lascia dediche che iniziano con "ai camerati di...". Ecco che tutti manifestavano le proprie paure e le proprie incertezze, soprattutto noi giovani. Ecco tutti che si sentono disorientati, spaesati, senza più dimora. Sapere che AN sparisca dalla scheda elettorale dal televideo, da internet, dalla radio ha scatenato tanta rabbia.
Ecco cosa succede quando c'è una classe dirigente ormai lontana dal territorio e dalla base militante. Ecco cosa succede quando ormai le Presidenze e i posti dirigenziali diventano club esclusivi e stagnanti ed in quelle stanze circola ormai solo aria viziata. Ecco cosa succede quando "non si ha il tempo" di andare sul territtorio e parlare coi militanti perchè troppo impegnati negli incarichi istituzionali. Non mi sembra che esistano medici che obbligano la coesistenza tra incarichi dirigenziali nel Partito e cariche elettive o istituzionali. Succede che il Partito cambia, si trasforma e nessuno ne sa nulla e lo apprende per caso! Per il mio modesto modo di pensare la cosa grave non è tanto fare la lista con Berlusconi o proiettarsi verso il popolarismo europeo perchè questo l'avevamo ampiamente pronosticato e in fondo in fondo ce
n'eravamo fatti una ragione. E' questo maledetto metodo nel prendere le decisioni che ci ha feriti! Magari saremo di nuovo pronti a riperdonare e a privilegiare l'INTERESSE di Partito, quell'interesse che spesso ci impedisce di mandare tutti al diavolo, quell'interesse di chi davvero lo ama questo partito...ma questa volta la ferita è profonda, fa tanto tanto male e qualcuno potrebbe prendersi qualche giorno di malattia nel momento meno idoneo perchè è quello che richiede più lavoro = le elezioni. Ora non ha senso far ratificare decisioni già assunte ad impotenti Direzioni Nazionali. Ora ha senso solo conservare la nostra credibilità e dignità e questo dipenderà da ciò che si dirà e farà durante e soprattutto dopo questa campagna elettorale, e non tocca a noi, umiliti servitori dell'"idea", tocca a chi l'ha creata questa situazione. Non aspettiamo insomma che la misura diventi colma, cerchiamo di svuotarla fin da ora! Abbiate almeno la decenza, tra un comizio e l'altro, tra una stretta di mano ed una cenetta, di venire Federazione per Federazione a spiegarci cosa vi è passato per la testa, venite a spiegarci, rendeteci partecipi!

Daniele Caroleo

Luigi Curci

Simone Spiga

ADERISCONO

Fronte Identitario - Cagliari

Identitario.org

Terra di Mezzo - Crotone


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. documento destra sociale partito unico

permalink | inviato da fronte il 9/2/2008 alle 15:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 novembre 2007

LA GIOVANE DESTRA IDENTITARIA LANCIA LA CAMPAGNA ABBONAMENTI DELLA RIVISTA AREA!

Alcuni Dirigenti Nazionali di Azione Giovani, aderenti al progetto Identitario.org, hanno deciso di lanciare, a livello nazionale, una campagna comune per invitare la gente ad abbonarsi alla rivista AREA (www.area-online.it), magistralmente diretto dall’attuale Senatore della Repubblica, Marcello de Angelis.

Alessandro Amorese (Massa) e Beniamino Scarfone (Reggio Calabria), entrambi componenti dell’Esecutivo Nazionale di AG, Daniele Caroleo (Crotone), Simone Spiga (Cagliari), Alberto De Luca (Messina) e Angelo D'Acunto (Torino), tutti Dirigenti Nazionali di Azione Giovani, hanno inoltre deciso di rilasciare alcune dichiarazioni univoche in merito a questa campagna.

“Riteniamo la rivista Area – dichiarano i giovani dirigenti di Alleanza Nazionale – uno strumento di approfondimento altamente importante sul piano culturale e sul piano dell’analisi politica. Le tematiche affrontate e la competenza dei membri della redazione, tra cui il suo direttore, Marcello de Angelis, che è, sostanzialmente, uno dei punti di riferimento della giovane destra sociale e identitaria, fanno di questo mensile uno dei migliori del panorama editoriale italiano. Per tutta questa serie di motivi abbiamo quindi deciso di lanciare una campagna di sostegno nei confronti di questa rivista. Nei prossimi giorni molte nostre comunità militanti distribuiranno o affiggeranno per le vie della propria città un volantino, da noi realizzato, per la campagna abbonamenti della rivista AREA. Sullo stesso volantino, inoltre, verrà stampato un coupon che dovrà essere debitamente compilato ed inviato alla redazione di AREA per sottoscrivere l’abbonamento. Comunichiamo infine che le sedi delle nostre comunità militanti di riferimento, sparse su tutto il territorio nazionale, rimarranno aperte e a disposizione di tutti per poter sottoscrivere l’abbonamento di cui sopra e per fornire tutte le informazioni possibili in merito a questa rivista e a tutto l’ambiente che gravita intorno a questo mensile.”.


27 novembre 2007

LA CHIAMATA - tratto da destrasociale.org

(di Marco Cimmino) - Nella tradizione della destra, da sempre, esiste la figura dell'intellettuale militante: uomo di pensiero e di azione, politico e filosofo, che, con il suo impegno e le sue intuizioni, contribuisce attivamente al cambiamento sociale e al bene comune. Da qualche tempo, purtroppo, la destra italiana ha assunto, viceversa, un costume culturale statico, privo di impatto sulla gente, con una classe intellettuale più tesa ad autoanalizzarsi e ad interrogarsi sul proprio destino che a preoccuparsi di costruirlo. Noi, invece, crediamo che sia venuto il tempo di rendere attivi i nostri pensieri: di abbandonare le torri d'avorio o i pensatoi conventuali, per tornare tra la gente, assumendoci la responsabilità e l'onore di indicarle la strada. Lo strumento di questa rivoluzione possono essere i Circoli della Nuova Italia, attraverso i quali vogliamo restituire alla politica la sua dimensione popolare, troppe volte eclissata da quella semplicemente populista. Per farlo, c'è bisogno di idee e di opere: bisogna che i nostri intellettuali escano dall'ombra, tolgano dagli armadi le insegne del loro grado e partecipino a questa battaglia di civiltà e di cultura: prima che sia troppo tardi, prima che passi il momento buono e si risprofondi nel torpore e nell'ignavia. Quel momento è adesso: il grande fermento che circonda il centrodestra e la percezione evidente di un possibile e, speriamo, vicino successo elettorale, ci impongono di programmare seriamente e attentamente il nostro futuro politico. Per questa ragione, oggi, chiamiamo sotto la nostra bandiera tutti coloro che sentano di avere ancora qualcosa da dare e da dire alla nostra gente: promettiamo loro fatica e soddisfazione, impegno ed aiuto. E' venuto il momento di riprendere a pensare in grande: di prendere in mano il timone e di tracciare la rotta. Noi crediamo che sia il dovere di un intellettuale che si dica di destra farsi avanti e partecipare: assumersi, insomma, gli impegni e le responsabilità che la nostra gente si aspetta da lui. Molte cose ci sono da fare: l'identità e la partecipazione, certo, ma anche il territorio, la scuola, la comunità e la comunicazione, l'economia, sono tutti campi ove la latitanza di una classe intellettuale preparata e decisa si è fatta sentire per troppo tempo. Sta, ora, agli intellettuali e ai politici fare la propria parte: i primi organizzando e coltivando le realtà locali, i secondi impegnandosi a non lasciare più queste realtà abbandonate a loro stesse, facendo sentire tutto il peso del loro appoggio. Insomma, qui si tratta di tornare a lavorare, uniti, per il bene dell'Italia. Chiunque abbia la volontà e la fiducia per partecipare a questo progetto sarà accolto a braccia aperte. Non appena avremo ottenuto un numero di adesioni qualitativamente e quantitativamente adeguato, partiremo con l'organizzazione delle strutture e delle attività: non c'è tempo da perdere. Attraverso tutti i canali correnti (Associazione Nuova Italia, Area, Destrasociale.org eccetera) è possibile aderire a questa nostra chiamata: a gennaio ci conteremo e, se Dio vuole, partiremo per questa traversata. Ne varrà comunque la pena, perché, sull'altra sponda, ci aspetta una nuova Italia. L'Italia che vogliamo.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Destra Sociale marco Cimmino Nuova Italia

permalink | inviato da fronte il 27/11/2007 alle 0:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 ottobre 2007

Ora una destra sociale, identitaria e modernizzatrice

 

(di Gianni Alemanno) - La grande manifestazione del 13 ottobre ha "rimesso al mondo" Alleanza Nazionale. Dopo mesi di autentico calvario, di cui la scissione di Francesco Storace è stato sicuramente l'episodio più problematico, il nostro Partito può oggi voltare pagina rispetto al tentativo, portato avanti dall'azione convergente di molti gruppi di potere, di ridurlo ad una realtà politica in crisi e destinata al declino.
Ma dopo questo trionfo è bastato guardarsi in faccia con i militanti della Federazione romana di An per comprendere che non è possibile accontentarsi di questo risultato. Nei comizi che sono stati pronunciati all'ombra del Colosseo e che sono stati conclusi da Gianfranco Fini, è stata marcata con chiarezza quella svolta identitaria da molto tempo necessaria alla destra italiana per mettersi in sintonia con il vento nuovo che soffia in Europa. E' evidente, però, che non basta annunciare una svolta se poi non si riesce a praticarla fino in fondo, nella quotidianità e nelle grandi scelte programmatiche che il centrodestra si prepara a compiere in vista delle elezioni politiche. I tanti militanti, simpatizzanti e dirigenti del nostro Partito e che hanno compiuto il miracolo di portare mezzo milione di persone in piazza, vogliono sapere se quella grande manifestazione rimarrà solo un evento isolato oppure avrà seguito in una proiezione coerente e continuativa sui diversi piani che compongono l'azione politica.

Contemporaneamente, come avevamo a lungo invocato, l'Officina del programma di Giulio Tremonti ha aperto i battenti e in quella sede ci dovremo misurare con i tanti nodi irrisolti che hanno portato il centrodestra alla sconfitta nelle elezioni 2006 e non sono mai stati realmente risolti. Quali sono i punti veramente irrinunciabili, i paletti, le bandiere con cui la destra italiana deve far sentire alta e forte la propria voce dando un valore aggiunto al centrodestra e a Silvio Berlusconi? Per rispondere a questa fondamentale domanda i "Circoli della Nuova Italia" hanno approvato al Convegno di Orvieto un documento semplice ma impegnativo, che troverete allegato a questo numero di Area. E' un documento che segna anche un riposizionamento della destra sociale rispetto a tante tematiche che nel corso del tempo abbiamo in parte sottovalutato e in parte delegato ad altre aree del partito. Non è solo un banale espediente tattico per acquisire più spazio dentro e fuori da Alleanza Nazionale. Si tratta di una riflessione profonda sui cambiamenti che sono in atto in tutto il nostro Continente e che stanno definitivamente ribaltando la vecchia geografia politica, il modello economico-sociale e la stessa percezione che i cittadini europei hanno di sé stessi e della loro appartenenza comunitaria. Insomma oggi non basta più essere la destra sociale, occorre essere una destra sociale, identitaria e modernizzatrice
Solo una profonda svolta identitaria può salvare tutte le nazioni europee da una crisi tanto forte quanto irreversibile, una svolta che deve ovviamente scartare a priori ogni esito xenofobo, reazionario o populista, ma che deve essere declinata con coraggio ed autenticità. Se ne stanno accorgendo anche a sinistra, dove i principali leader, da Walter Veltroni all'ultimo dei sindaci ulivisti, si sono scoperti "sceriffi" della tolleranza zero. Se ne è accorto Giulio Tremonti che da profeta del liberismo è diventato fiero avversario del "mercatismo" e profeta della tradizione e delle identità. Se ne stanno accorgendo soprattutto gli italiani che non ne possono più di una politica fatta di logori rituali e di slogan vuoti, che non riesce a garantire neppure le cose più elementari come il diritto di circolare nella propria città senza avere paura. Insomma sta passando un grande treno della Storia, un treno su cui ci sono tutte le storiche tematiche della destra italiana e su cui nessuno meglio di noi può riuscire a salire per mettersi alla testa di un cambiamento che ormai è disperatamente necessario.
Ecco dunque le principali idee-forza a cui non possiamo rinunciare e che dobbiamo praticare con coerenza senza farci condizionare da nessun complesso di inferiorità.
1. Ci vuole rigore e anche durezza nel mettere ognuno di fronte alle proprie responsabilità. La globalizzazione ha messo gli Italiani a diretto contatto con altre aree del pianeta dove la vita e la morte, il lavoro e la competizione si misurano ancora con una feroce brutalità. Non dobbiamo diventare anche noi brutali e feroci, ma non possiamo neppure continuare a vivere in quel paradiso artificiale di consumismo, di inconcludenza e di buonismo che ci siamo costruiti addosso. La prima declinazione di questo punto è sul terreno della sicurezza e della legalità ma la conseguenza immediata è un profondo rigore nella difesa della nostra cittadinanza dai flussi migratori incontrollati e clandestini.
2. Questo nuovo rigore porta ad una fortissima riabilitazione dei valori dell'autorità, del merito e della selezione. Ma questa selezione non può valere solo per i più deboli e per i più esposti, non vale solo per il lavoratore precario e per il giovane studente: deve essere prima applicata con più forte intensità a tutti coloro che stanno ai vertici della nostra società. Siano essi i politici, gli imprenditori e i finanzieri, i capi dei sindacati, i baroni universitari, gli intellettuali, tutti devono dare l'esempio. Questa è la formula vera per combattere "contro tutte le caste", perché non è possibile vivere in una società dove "piove sempre sul bagnato", dove tutti i privilegi, le tutele e i benefit si concentrano sempre su chi è più ricco e potente.
3. C'è in atto un processo di impoverimento oggettivo che colpisce non solo i ceti popolari ma anche il ceto medio con forme nuove di povertà e di disagio che sono spesso difficili da percepire e da configurare. Un funzionario di banca con tre figli oggi è molto più povero di una coppia di operai che magari vive senza sposarsi e senza avere bambini. La realtà, comunque, è che sempre più famiglie non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Di fronte a questo, prezzi, salari e stipendi non possono più essere lasciati al caso, mentre il fisco deve essere rimodulato su base familiare. Non basta: è necessario innescare un nuovo ciclo di sviluppo a livello nazionale ed europeo, perché la ricchezza non la si può distribuire se prima non viene creata. Questo sviluppo non si può realizzare lasciando massacrare la nostra economia reale da una globalizzazione fuori controllo e da una Unione europea sempre più lontana dalla realtà. E' necessaria la libertà di impresa, la concorrenza, la lotta contro tutti i monopoli, ma non possiamo competere senza nuove regole economiche per l'integrazione europea e per il governo della globalizzazione. Ovvero difendendo con le unghie e con i denti l'interesse nazionale in tutti questi scenari di negoziato e di competizione.
4. Il Lavoro e l'Impresa devono definitivamente capire che sono sulla stessa barca e che non possono insistere a logorarsi nei vecchi teatrini della conflittualità sindacale. Ugualmente le diverse forme di lavoro non possono continuare a vivere in contenitori separati. Non devono esistere lavoratori iper-garantiti e precari senza alcuna garanzia; impiegati statali che vivono in un altro universo rispetto ai loro colleghi che, con le stesse mansioni, lavorano nel privato. Non ci può essere un abisso esistenziale tra lavoratore dipendente e lavoratore autonomo, né tanto meno una lotta di classe strisciante tra "partite Iva" e "buste paga". Questi sono i termini della nuova questione sociale che emerge dopo la fine del modello fordista: unità del lavoro in tutte le sue forme, rapporto partecipativo tra impresa e lavoro, lotta senza quartiere a rendite e monopoli di ogni genere, solidarietà sociale basata sulla sussidiarietà e sulla reciprocità.
Queste quattro idee-forza devono essere declinate in punti programmatici, spiegati in messaggi propagandistici chiari, tradotte in coerenze comportamentali che non possono essere tradite. Alleanza Nazionale esiste per fare questo e se riuscirà a farlo fino in fondo non c'è veramente limite alla nostra possibilità di aggregazione e di successo politico.
Rimangono pochi mesi, o al massimo un anno e mezzo, allo svolgimento delle elezioni politiche. La macchina illusionistica del Partito democratico si è messa in movimento e nessuno speri di poterla battere solo sul piano della propaganda e degli slogan: oggi più che mai al centrodestra per vincere e per governare serve una destra forte e rigorosa.
Non dobbiamo fare nulla di straordinario, dobbiamo soltanto dispiegare fino in fondo l'identità e i valori della destra italiana.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Alemanno Destra Sociale Identitaria

permalink | inviato da fronte il 25/10/2007 alle 19:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


22 agosto 2007

Azione Giovani Cagliari - Fronte Identitario: Prosegue la campagna tesseramento

“Proseguirà fino a fine Agosto la Campagna Tesseramento del Circolo – Fronte Identitario - di Azione Giovani, Comunità Politica Militante dei giovani di An che si prefigge di rappresentare una visione Sociale, Identitaria e Popolare della Destra Giovanile”, afferma Federica Orrù, Responsabile del Circolo di Azione Giovani.

“Il Circolo – Fronte Identitario – è una nuova realtà militante che nasce a Cagliari, nella zona di Piazza Giovanni XXIII, in Via Giudicessa Benedetta 46 e vuole collaborare con gli altri Circoli di Azione Giovani, di Alleanza Nazionale e di altre realtà politiche per rappresentare al meglio il rilancio dei valori della Destra a Cagliari e in tutta Italia, per questo motivo il Circolo di Azione Giovani – Fronte Identitario, parteciperà dal 30 Agosto al 2 Settembre al Campo Base in programma in Abruzzo presso un castello medievale, Il Campo Base sarà un momento comunitario che riunirà tutta la destra giovanile italiana per rilanciare l’opposizione al Governo Prodi”, prosegue Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani.

“Il Circolo sarà aperto tutti i Martedì e i Giovedì dalle ore 19.00 presso la sede di Via Giudicessa Benedetta, 46 per rafforzare la presenza di An nel territorio, in stretta collaborazione con Fare Verde e con il Gruppo di An della Circoscrizione di San Benedetto”, conclude Federica Orrù.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Campobase 2007 Azione Giovani Destra Sociale

permalink | inviato da fronte il 22/8/2007 alle 16:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


22 agosto 2007

Tradizione e Trasgressione - CampoBase 2007



 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Campobase 2007 Azione Giovani Destra Sociale

permalink | inviato da fronte il 22/8/2007 alle 10:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 agosto 2007

Nasce il Blog ufficiale del CAMPOBASE 2007

L'indirizzo è www.campobase2007.splinder.com

Di seguito il manifesto realizzato per l'iniziativa:


 


26 luglio 2007

CAMPOBASE 2007

Carissimi,
dopo un paio d'anni di pausa, quest'estate ritorna Campobase. L'appuntamento è da giovedì 30 agosto a domenica 2 settembre a Castel Camponeschi (Aq).
Questo luogo rappresenta per il nostro mondo la continuità che si rinnova. Qui si svolse Campo Hobbit 3, da qui partì nel ‘95 l'esperienza di Campobase.
Campobase nasce dall'esperienza e dal percorso della giovane destra nazionale e popolare e si apre al contributo e alla partecipazione di tutte le realtà militanti di Azione Giovani che si riconoscono in un modello comunitario e identitario.
Campobase non è un momento in cui alienarsi dalla quotidianità, ma un momento per pensare alle sfide da lanciare nella quotidianità, alle nuove parole d'ordine con cui affascinare la nostra generazione e il suo bisogno di riferimenti.
Campobase non è un villaggio vacanze né un albergo, ma non è nemmeno una caserma. Campobase è il momento comunitario per eccellenza, non c'è posto per individualismo e per ricerche di protagonismo.
Come nella tradizione si dormirà in tenda, per cui ciascun partecipante dovrà dotarsi di tenda e di sacco a pelo.
Nei prossimi giorni verrà definito il programma politico. Ciò che intanto possiamo anticiparvi è che avremo pochi e qualificati ospiti esterni, ma gran parte del programma sarà improntato al dibattito, alla partecipazione e alla crescita dei nostri militanti.
Vogliamo attrezzare l'interno del Castello con una serie di laboratori di creatività e per questo vi chiediamo fin d'ora di farci conoscere se ciascuna comunità ha esperienze creative, artistiche, dinamiche da proporre per rendere partecipato ed ospitale il magnifico castello che ci ospita. Non mancheranno spettacoli teatrali, musica alternativa e birra a fiumi.
A breve riceverete il programma definitivo e le info logistiche. Intanto, se vorrete, tenetevi liberi !
Per ogni ulteriore informazione rivolgetevi scrivete a campobase2007@libero.it .

Sursum corda.
Carlo Fidanza


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Campobase 2007 Azione Giovani Destra Sociale

permalink | inviato da fronte il 26/7/2007 alle 12:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     maggio        agosto
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
iniziative

VAI A VEDERE

Simone Spiga Blog
Bruno Murgia
Fare Verde Cagliari
Acque Sociali
Militanti per la Vita Sardegna
Daniele Maoddi
Gianmichele Nonne - Consigliere Comunale An Dorgali
ColoniaDux
SardegnaNonConforme


 

 



 























 RESPONSABILI REGIONALI

Simone Spiga

 

Manolo Mureddu 

CERCA