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Diario


10 febbraio 2008

DIETROFRONT! TUTTI CON SILVIO! ALLA FACCIA DELLA BASE…(di Eugenio Vanoli)

da http://destraefuturo.blogspot.com

Il mio approccio alla politica partitica è sempre stato disilluso, concreto e pragmatico… per me la politica è molto altro rispetto alla campagna elettorale, al volantinaggio, alla difesa del proprio orticello di partito…è innanzitutto far parte di una comunità militante e politica ispirata a valori di cameratismo e di continuità ideale con il passato e al tempo stesso capace di fare politica con buonsenso e di rinnovarsi, di elaborare analisi politiche serie e di incidere nel piccolo attraverso una "buona politica" svolta sul territorio contrapposta alla politica del carrierismo che oggi è largamente la più diffusa in tutti i partiti.
In Alleanza Nazionale ho trovato una comunità umana, quella legata alla Destra Sociale e Identitaria dell’On. Alemanno in grado di rappresentare questi valori seppur all’interno di un partito eterogeneo e in maggioranza liberale, conservatore e costretto a subire spesso le uscite liberalprogressiste del presidente Fini.
An dopo tutto, ed è un dato di fatto, è l’unico partito rappresentativo (in termini elettorali) di quell’ambiente che nasce dalle ceneri della Repubblica Sociale Italiana e del Fascismo e dal percorso politico controverso del Movimento Sociale Italiano e al suo interno vivono le stesse anime politiche del MSI seppur rinnovate e riadattate al contesto politico attuale.
In An, proprio per la sua eterogeneità interna, vi è sempre stata la possibilità per noi che ci riconosciamo nei valori di una destra comunitaria, sociale e solidarista di fare politica senza isterismi, senza ansie e aspettative di improbabili "rivoluzioni nazionali", senza eccessive nostalgie…e sopratutto di poter parlare al di fuori del ghetto politico in cui i "neofascisti" sono stati relegati per 50 anni, di parlare lucidamente alla gente comune alle prese con tutti i suoi problemi quotidiani..agli operai, ai giovani, ai piccoli-medi imprenditori, ai pubblici dipendenti, ai precari, ai liberi-professionisti e ai pensionati.
Al tempo stesso si è sempre stati consci del fatto che si agiva all’interno di un contenitore politico che volenti o nolenti viaggiava verso il PPE, verso il parito unico dei liberali e dei moderati di centrodestra e che la maggioranza stessa della base del partito era favorevole a questo indirizzo politico. Come ai tempi del MSI la corrente rautiana agiva come minoranza interna al fianco di quella conservatrice e occidentalista oggi gli eredi di quella corrente che dominava il Fronte della Gioventù, che animò i Campi Hobbit, che teorizzò i maggiori tentativi di innovazione alternativa della destra italiana agiscono come minoranza interna, ovviamente con le dovute differenze di proporzione.
Essendo cosciente di questa situazione non mi reputo affatto deluso dal fatto che An correrà sotto lo stesso simbolo del "Popolo della libertà" insieme a Forza Italia e democristiani vari…la mia non è delusione perchè prima o poi si sarebbe arrivati comunque a questo punto…ciò che mi sconcerta e mi offende come militante di An è il metodo, è il comportamento strafottente di una classe dirigente che prima respinge la proposta di partito unico di Berlusconi etichettando come populista il suo appello al popolo di centrodestra lanciato in Piazza San Babila, sostenendo che An non si scioglie da un giorno all’altro, attaccando Berlusconi pesantemente e lanciando un nuovo programma serio e più che condivisibile ("Alleanza per l’Italia", oggi già nel cassetto??) per il rilancio di Alleanza Nazionale come partito della destra diffusa in grado di rinnovare la politica italiana e poi dalla sera al mattino si rimangia tutto decidendo a tavolino che la fiamma non sarà presente sulla scheda elettorale e che dobbiamo fare campagna elettorale insieme a Forza Italia.
Al di là delle posizioni personali che possono essere favorevoli o meno al partito unico di centrodestra rendiamoci conto della gravità di questo comportamento della dirigenza, siamo di fronte ad un atteggiamento vergognoso e irrispettoso nei confronti di una base militante che da anni è fedele al partito, nonostante tutto.
Come al solito il buon Gianni Alemanno cerca di tappare le falle create da una classe dirigente disastrosa…e ieri sera a "Otto e mezzo" (venerdi 8 febbraio) ha chiesto un congresso nazionale straordinario di An dopo le elezioni.
Ora resta solo un dubbio: si tratta davvero dell’inizio di un percorso che dopo le elezioni verrà sancito ufficialmente con la nascità di un partito unitario e lo scioglimento di An e Forza Italia come sostengono i due leader Fini e Berlusconi, o è solo un operazione di marketing elettorale come sostiene Veltroni e dopo si torna tutti a casa propria?
Questo nessuno lo può sapere, è ampliamente dimostrato che il teatrino della politica è in continuo cambiamento e non ci si può fare affidamento quindi non ci resta che attendere l’ipotetico congresso nazionale di An richiesto da Alemanno per il dopo elezioni…… ma nel frattempo…. camerati…non chiedetemi di fare propaganda elettorale e di votare un listone berlusconiano indigeribile (per altro "bloccato" visto che si voterà con il porcellum senza preferenze)…perchè non lo farò mai.
Intanto come auspicato dai camerati Daniele Caroleo, Luigi Curci e Simone Spiga non sarebbe male da parte dei colonnelli venirci a spiegare cos’è cambiato in una notte per giustificare la decisione di stracciare il programma di rilancio di An e tornare tra le braccia del Cavaliere.


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9 febbraio 2008

Venite a spiegarcelo!

Che Alleanza Nazionale da mesi, forse anni, aveva iniziato a percorrere il  sentiero verso il Partito Popolare Europeo lo sapevamo! Si sapeva anche che nel cantiere del centro-destra si stavano costruendo le prime fondamenta per un unico soggetto politico, esistente soprattutto, per quello che riguarda An, nella mente dei dirigenti e mai considerato dalla base (altrimenti saremmo andati ad "accreditarci" ai gazebo dei Circoli delle Libertà)!
Tutto questo però appariva più sbiadaito dalla famosa dichiarazione a Piazza S.Babila di Berlusconi. Da lì le reazioni contrarie del nostro Partito e sembrava addirittura minata l'armonia nei rapporti tra i due più grandi partiti della Casa delle Libertà!
Ieri però il grande colpo di scena. Gianfranco Fini nelle "segrete stanze" di Palazzo Grazioli, a cospetto della corte celeste, anzi "azzurra", di Silvio Berlusconi, decide per l'ennesima volta, nella più completa autonomia,la posizione del nostro Partito. Sta volta non si tratta del voto amministrativo agli immigrati o di visite diplomatiche all'uopo di chiedere perdono e pietà per le efferrratezze dei nostri "antenati", si tratta di qualcosa di più grande. Si tratta di dover eliminare il nostro simbolo dalla scheda elettorale e compiere un passo molto serio verso il "soggetto politico unico". Insomma, potremmo definirla una "restrizione di identità" molto difficile da capire perchè nessuno ce l'è venuta a spiegare...senza dimenticarci che chi la vuol capire fa dell'IDENTITA' un valore insostituibile.
Per carità l'ho scritto nella premessa, tutti lo sapevano, son discorsi che si trascinano da anni! Aggiungiamo anche che sono arrivate le garanzie che Alleanza Nazionale almeno per il momento non si scioglie. Aggiungiamo ancora che la richiesta di Alemanno in diretta televisiva di un Congresso subito dopo le elezioni, oltre a rappresentare una boccata d'ossigeno in una gioranta vissuta in apnea, restituisce un minimo di democrazia nelle scelte della nostra Organizzazione politica...ma tutto questo non ci può risparmiare da una osservazione: ma noi a cosa serviamo? Non ho mai pensato di fare Militanza sul territorio per garantire a qualcuno l'incarico di Ministro o di Parlamentare.
Ho pensato di fare Militanza perchè parte integrante di una Comunità politica, magari la parte meno importante e meno significativa, ma comunque parte.
Ed ecco oggi, specie nel mondo giovanile, il rincorrersi di telefonate,
messaggi, chiacchierate su Messenger, riunioni convocate d'urgenza nelle nostre sezioni, spesso squallide e sporche con i manifesti ammassati e con qualche vecchia foto di Fini con gli occhialoni anni '70 che lascia dediche che iniziano con "ai camerati di...". Ecco che tutti manifestavano le proprie paure e le proprie incertezze, soprattutto noi giovani. Ecco tutti che si sentono disorientati, spaesati, senza più dimora. Sapere che AN sparisca dalla scheda elettorale dal televideo, da internet, dalla radio ha scatenato tanta rabbia.
Ecco cosa succede quando c'è una classe dirigente ormai lontana dal territorio e dalla base militante. Ecco cosa succede quando ormai le Presidenze e i posti dirigenziali diventano club esclusivi e stagnanti ed in quelle stanze circola ormai solo aria viziata. Ecco cosa succede quando "non si ha il tempo" di andare sul territtorio e parlare coi militanti perchè troppo impegnati negli incarichi istituzionali. Non mi sembra che esistano medici che obbligano la coesistenza tra incarichi dirigenziali nel Partito e cariche elettive o istituzionali. Succede che il Partito cambia, si trasforma e nessuno ne sa nulla e lo apprende per caso! Per il mio modesto modo di pensare la cosa grave non è tanto fare la lista con Berlusconi o proiettarsi verso il popolarismo europeo perchè questo l'avevamo ampiamente pronosticato e in fondo in fondo ce
n'eravamo fatti una ragione. E' questo maledetto metodo nel prendere le decisioni che ci ha feriti! Magari saremo di nuovo pronti a riperdonare e a privilegiare l'INTERESSE di Partito, quell'interesse che spesso ci impedisce di mandare tutti al diavolo, quell'interesse di chi davvero lo ama questo partito...ma questa volta la ferita è profonda, fa tanto tanto male e qualcuno potrebbe prendersi qualche giorno di malattia nel momento meno idoneo perchè è quello che richiede più lavoro = le elezioni. Ora non ha senso far ratificare decisioni già assunte ad impotenti Direzioni Nazionali. Ora ha senso solo conservare la nostra credibilità e dignità e questo dipenderà da ciò che si dirà e farà durante e soprattutto dopo questa campagna elettorale, e non tocca a noi, umiliti servitori dell'"idea", tocca a chi l'ha creata questa situazione. Non aspettiamo insomma che la misura diventi colma, cerchiamo di svuotarla fin da ora! Abbiate almeno la decenza, tra un comizio e l'altro, tra una stretta di mano ed una cenetta, di venire Federazione per Federazione a spiegarci cosa vi è passato per la testa, venite a spiegarci, rendeteci partecipi!

Daniele Caroleo

Luigi Curci

Simone Spiga

ADERISCONO

Fronte Identitario - Cagliari

Identitario.org

Terra di Mezzo - Crotone


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9 febbraio 2008

SONDAGGIO ONLINE: COME VORRESTI SI PRESENTASSE LA CDL ALLE PROSSIME ELEZIONI


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8 febbraio 2008

Hanno ucciso il nostro partito?

Tratto dal Blog di Simone Spiga

Che bella domanda, la notizia di oggi in questi primi istanti mi sconcerta, chiaramente è una prima impressione, ma credo che la decisione di fare una unica lista per le Elezioni Politiche mi trova contrario, sostanzialmente per due motivi, in pratica per troppi....
Non credo sia il momento di annacquare la nostra identità e il nostro modo di essere Partito, ma poi credo che l'elettorato senza un reale coinvolgimento rischierebbe di non capire questa mossa..
Ora c'è solo da attendere e capire le prossime mosse.

Aspettiamo, tanto un cadavere ci passerà davanti...


Simone


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