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Associazione Culturale Nuova Italia - Sardegna


Diario


27 dicembre 2007

Befana Tricolore a Cagliari: raccolta di giocattoli

Tratto da L'Unione Sarda

Si rinnova l'appuntamento con la "Befana Tricolore", tradizionale raccolta di giocattoli per i bambini poveri promossa dalle associazioni giovanili di Alleanza Nazionale. Quest'anno l'iniziativa di beneficenza si chiamerà "Natale di Solidarietà" e sarà promossa dal circolo Nuova Italia in collaborazione con il circolo Fronte Identitario e le associazione studentesche Studenti non conformi e Blocco studentesco. L'iniziativa consiste nella raccolta di giocattoli nuovi e usati (purché in buone condizioni) che dovranno essere consegnati in via Giudicessa Benedetta 46 oggi e giovedì 3 gennaio dalle 18,30 alle 20,30. La manifestazione si concluderà il giorno dell'Epifania con la distribuzione di tutti i giocattoli raccolti ai bambini. (p.l.)


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22 dicembre 2007

Regali di Natale: quest'anno fate i buoni.

Se anche voi come molti italiani per i troppi impegni non siete ancora riusciti a fare tutti i regali di Natale, non stressatevi nella folle corsa del regalo all'ultimo minuto.
Non contribuite...

Per saperne di piu':

http://www.fareverde.it/informati/notizie.php?action=dettaglio&id=692


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20 dicembre 2007

Tolkien torna al cinea: "Lo Hobbit" dal 2010

 

"Hobbit", ovvero le avventure di Bilbo Baggins che introducono la saga del "Signore degli anelli", sarà sul grande schermo a partire dal 2010. L'accordo sulla produzione del film è stato raggiunto oggi dal regista Peter Jackson e dalla major New Line Cinema.

La riduzione filmica del romanzo, come "Il signore degli anelli" opera dello scrittore J.R.R. Tolkien, ha alimentato per oltre un anno polemiche e dichiarazioni al veleno. Sulla base dell'accordo Jackson sarà produttore esecutivo, mentre nessun intesa è stata ancora raggiunta sul nome del regista. Jackson aveva proposto a suo tempo alla New Line di girare altri due film basati sull'universo fantastico creato dallo scrittore J.J.R. Tolkien: il primo basato sulla vicenda 'The Hobbit' e il secondo sugli ottanta anni di gap tra la fine della prima avventura e l'inizio del ciclo del "Signore degli Anelli".

Le riprese delle due pellicole, che saranno girate contemporaneamente, cominceranno nel 2009 in Nuova Zelanda. "Hobbit" sarà diviso in due capitoli, e uscirà nelle sale nel 2010 e nel 2011. Neozelandese, Jackson è il regista del "Signore degli anelli": un colossal articolato in tre episodi, considerato un'opera di ottimo livello da critici cinematografici e appassionati del genere fantasy.


La Newe Line investirà tra i 150 e i 200 milioni di dollari in ciascuna delle due pellicole. La cattiva notizia per i fan è che Jackson si limiterà però a produrre i film, insieme a Fran Walsh. La regia sarà affidata a qualcun altro perchè lui ha già preso impegni per i prossimi due o tre anni. Ma alla New Line sperano di fargli cambiare idea.




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19 dicembre 2007

CDL: ALEMANNO, PARTE ALLEANZA PER L'ITALIA

"La settimana prossima partirà il progetto di An per l'Alleanza per l'Italia: un progetto per lanciare nuove idee per rigenerare la nostra comunità nazionale e per aggregare tutte le persone che si ritrovano in questo progetto. Nell'esecutivo politico di giovedì lanceremo le campagne politiche che ci porteranno verso la Conferenza programmatica di febbraio. Sarà un percorso intenso in cui la destra politica, sociale e popplare di An cercherá di esprimere tutte le sue potenzialità per dare risposte concrete ai problemi degli italiani".
È quanto dichiara il deputato di An, Gianni Alemanno.
"C'è - prosegue Alemanno - nel nostro Paese una grande sete di identità e di cambiamento che apre enormi spazi politici ed elettorali a una destra moderna, ma radicata nei valori. Il nostro é un percorso costruttivo aperto a tutti i potenziali alleati di centrodestra, ai nuovi soggetti politici che vogliono scendere in campo, a tutti coloro che sono stanchi di essere strumentalizzati dalle ideologie di sinistra.
Quindi è un progetto aperto innanzitutto agli amici di Forza Italia purchè sia chiaro che la destra non puó essere nè emarginata nè può essere resa subalterna a nessuno. La strada quindi è quella di confrontarci sui progetti, sulle proposte e sulle regole di comportamento per costruire un nuovo centrodestra molto più europeo, molto più moderno e molto piú radicato tra la gente."


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17 dicembre 2007

Speciale, Mantovano (An): Dal generale lezione da galantuomo

Roma, 17 DIC (Velino) - "Il generale Speciale da' una lezione da galantuomo e da uomo delle istituzioni". Lo dichiara Alfredo Mantovano, senatore di Alleanza nazionale.
"L'onore leso - aggiunge - dalle gaglioffe comunicazioni del ministro dell'Economia nell'aula del Senato il 6 giugno scorso e' stato riparato dal giudice amministrativo. Lo stesso senso dell'onore, personale e militare, determina oggi il desiderio di non ledere la funzionalita' del corpo della Gdf, che poteva essere compromessa da una incertezza sulla identificazione del vertice. Chi ha fatto della cialtroneria la bussola dell'agire politico - conclude l'esponente di An - ha perso un fine settimana, impegnato nel decidere se e come ricorrere al Consiglio di Stato: anche questo da' l'idea del diverso modo di svolgere ruoli istituzionali".


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15 dicembre 2007

AN: 'IL SECOLO', IL PARTITO PENSA ALLA POLITICA NON A STORACE =

Roma, 15 dic. (Adnkronos) - Alleanza nazionale "pensa alla politica, non certo a Storace". Lo scrive oggi 'Il Secolo d'Italia', secondo il quale occorre "sfatare l'equivoco di un partito 'al bivio' tra Ppe e restauro della sua identita'. Il problema -aggiunge il quotidiano di An- e' degli altri". "Occorre partire -prosegue 'Il Secolo'- da un dato incontrovertibile. Da quando la Cdl si e' sfasciata ognuno presidia il suo orticello di voti in modo maniacale.
Ma questo puo' essere ovvio per una forza sotto il 10% come la Lega, che appare persino 'disturbata' se Fini parla di federalismo".

"Questo e' addirittura vitale per la formazione di Storace che vede nel Cavaliere il garante della sua destra pseudomissina. Non a caso, il suo movimento e' piu' berlusconiano che identitario, a differenza degli altri gruppi che orbitano nell'area dell'estrema destra. In altre parole, Storace legittima Berlusconi come vero e unico leader della Cdl e Berlusconi legittima lui come interprete della vera destra. I due soggetti sono speculari e la loro forzata alleanza lascia ad An un piu' ampio margine di manovra".

"Per An, infatti -scrive ancora 'Il Secolo'- il problema della coltivazione dell'orticello non vale: per la sua consistenza numerica il partito di Fini vede gia' ben rappresentate al suo interno sia la destra sia il centro e persino la sinistra in alcune sue frange laiche e sociali o sindacalizzate. Quanto a Fini, da anni si va consolidando la sua immagine di leader del 'buon senso comune'. In antitesti con l'accentuato strillonaggio di Silvio Berlusconi". Quanto al Partito delle liberta', "e' semmai quest'ultimo ad aver bisogno di un canovaccio identitario", sottolinea 'Il Secolo', che conclude: "in altre parole, e' il Cavaliere che deve ricominciare dalla propaganda (il che e' alquanto difficile vedendosi al momento sprovvisto di 'nemico' in virtu' del dialogo con Veltroni), mentre Fini e An possono ripartire dalla politica".


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14 dicembre 2007

DALAI LAMA: ALEMANNO, DELUSO DA INTERVENTO BERTINOTTI

"Sono rimasto profondamente deluso dall'intervento del presidente Bertinotti all'incontro con il Dalai Lama. E' mancata un autentica solidarietà politica di fronte al dramma che il popolo tibetano vive ormai da decine di anni".
E' quanto dichiara il deputato di An, Gianni Alemanno.
"Questo - prosegue Alemanno - soprattutto di fronte alla dura repressione con cui il governo cinese ha risposto alla disponibilità del popolo tibetano a trovare un compromesso sul riconoscimento della propria autonomia. Il Dalai Lama doveva essere ricevuto dentro l'aula parlamentare, invece non è stato trattato come il rappresentante di un intero popolo. Non sono sufficienti i generici riconoscimenti dell'autorità spirituale del Dalai Lama fatti dal presidente della Camera, né tanto meno gli altrettanto generici appelli al rispetto dei diritti umani".
"Qui - conclude Alemanno - siamo di fronte al diritto di un popolo ad autodeterminarsi e ad una storia di indipendenza nazionale che viene negata da un altro stato occupante. E di fronte a tutto questo Fausto Bertinotti ha preferito chiudere gli occhi".


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12 dicembre 2007

Ma il D 10 che risultati ha portato?

Questa sera il Circolo di Alleanza Nazionale “Nuova Cagliari” in collaborazione con il Circolo Giovanile Fronte Identitario hanno indetto un volantinaggio itinerante per le vie di Cagliari a seguito del vertice internazionale del D 10 svolto a Cagliari lo scorso fine settimana.

“Un incontro che avrebbe dovuto rilanciare Cagliari, come Capitale del Mediterraneo e che sarebbe dovuto essere un momento per parlare della nostra città in tutta Europa, ma invece neanche i telegiornali nazionali hanno parlato del D 10”, afferma polemicamente Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani.

“Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Canale 5, Rete 4 e Italia 1 nessuno si è accorto che a Cagliari tra il 9 e il 10 si è svolto un importante summit internazionale, ma per il Ministro Parisi e per il Governo Prodi è stato il raggiungimento di tanti importanti obiettivi, mentre per i cagliaritani è stato solo disagi e problemi per la viabilità”…”per non parlare dei grandi risultati raggiunti….”, prosegue la nota degli esponenti di An.

“Il nulla più assoluto, non si è parlato dell’immigrazione, della sicurezza, ma forse qualcosa hanno fatto, anzi di certo, hanno mangiato molto bene tutti i Ministri”, conclude Simone Spiga.


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10 dicembre 2007

Spiga (AN) - Palmas (MSFT): Basta passerelle, Prodi go home

Questa mattina in Via Cao di San Marco, di fronte al T Hotel, i giovani del MS- Fiamma Tricolore e di Alleanza Nazionale, hanno promosso una simbolica manifestazione, facendo volare no striscione di circa dieci metri, dal titolo: BASTA PASSERELLE.



L’azione simbolica, promossa per protesta contro un summit che, oltre ad aver creato disagi per i cittadini cagliaritani, sembra non portare ad alcun risultato reale per il popolo italiano.
“Un summit che dovrebbe parlare di immigrazione, di sicurezza e di pace nel mondo, ma che ha visto esponenti dello stesso schieramento governativo in piazza contro questo evento, ci piacerebbe sapere quale posizione il Ministro Parisi sta portanto all’attenzione degli altri Mnistri”, affermano Simone Spiga e Andrea Palmas, rispettivamente dirigente nazionale di AG e responsabile giovanile di FT.
“Riteniamo pertanto inutili queste passerelle che non sono altro che eventi mediatici, che poco rispondo alle esigenze reali della nostra Nazione”…”Inoltre chiediamo al Mnistro Parisi, uno studio più approfondito sulla geografia, infatti in questi giorni, tanti si sono chiesti se la Mauritania e il Portogallo, hanno cambiato posizione geografica, rispetto al Mediterraneo, ma queste sono semplici bazzecole”, prosegue la nota dei due esponenti della Destra Nazionale.

“ La nostra non è altro che una protesta simbolica contro un Governo incapace di esprimere posizione chiare in materia di difesa e sicurezza internazionale”, concludono Simone Spiga e Andrea Palmas.


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8 dicembre 2007

L'America ha bisogno di Ron Paul

Se avete amici americani e volete dar loro un buon consiglio (a meno che non lo conoscano già), consigliate loro di informarsi su Ron Paul, uomo politico americano. Ron Paul è un repubblicano americano, decisamente atipico non solo per la corrente politica d’appartenenza ma, viste anche le sue posizioni politiche decisamente “sui generis”. E’ candidato alla nomination Republicana USA per le prossime elezioni presidenziali, 2008. E’ stato per 10 volte membro del congresso USA. Ha sempre votato CONTRO la guerra in Iraq (quando non era di moda farlo), e’ scettico della serieta’ della commissione che ha indagato sull’11/9. Ha messo in guardia contro prossime false flag operation USA per scatenare la guerra con l’Iran. Considera l’Aipac (America Israeli Public Affair Commettee) la lobby piu’ pericolosa per gli Stati Uniti.
Considera la politica estera USA causa del Terrorismo anti-west Ron Paul e’ la “frase” piu’ “searched” su internet (piu’ di Paris Hilton).
Ha ricevuto piu’ donazioni dai soldati americani di tutti gli altri candidati. Ha ricevuto piu’ donazioni NON corporate tra tutti i candidati Republicani. Vince tutti gli on-line polls Republicani (e da quel momento non vengono piu’ riportati sui media). Ha gia’ 35.000 iscritti ai suoi Meet Up groups (piu’ di tutti i candidati Republicani e Democratici messi assieme: Hillary Clinton, Rudolf Giuliani etc.), alcuni tra i cittadini USA in Europa
, Russia, Iraq, Australia, Giappone, Corea, (http://ronpaul.meetup.com/about/) Durante un dibattito pubblico tra i candidati Republicani in Des Moines, organizzato dai Media, non fu invitato (leggi boicottato). I suoi sostenitori affittarono allora la sala accanto a quella dove avrebbero parlato i 7 candidati. Mille suoi sostenitori affluirono, mentre i sette candidati (Giuliani, McCain etc) avevano radunato solo settecento spettatori (http://www.youtube.com/watch?v=_vJmgMqIJTQ)

Per questi motivi viene metodicamente ignorato o vilipeso dai Media.



Se avete amici Americani, ecco un link per loro: http://www.ronpaul2008.com/


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7 dicembre 2007

Spiga (AN): D10, aiutiamo i cittadini a ridurre i disagi

"In vista dell'appuntamento del D 10, il summit dei Ministri della Difesa del Mediterraneo, che tanti disagi procurerà ai cittadini della zona di Fonsarda e di San Benedetto, il Gruppo di An della Circoscrizione n° 4 insieme al Circolo di An "Nuova Cagliari" hanno messo a disposizione di tutti i cittadini una planimetria del tracciato stradale con le modifiche che coinvolgeranno diverse vie a partire da Sabato pomeriggio, fino a Lunedi sera", afferma nella nota il Circolo di An.

"Considerato che l'errore di fondo è del Ministro Parisi e del Governo Prodi, che hanno deciso di far svolgere in pieno centro cittadino un summit di questo tipo, e constatato che i disagi coinvolgo sia i residenti che i commercianti, abbiamo messo a disposizione la sede di An, in Via Giudicessa Benedetta, 46  questa sera a partire dalle ore 17,30, fino alle 20,00 per informare i cittadini e i residenti della situazione viabilità e traffico"..."Anche domani mattina dalle ore 11,00 alle 13,00 saremo aperti per dare tutte le informazioni utili per ridurre i disagi che questo summit provocherà a Cagliari" conclude Simone Spiga, Capogruppo di An nella Circoscrizione.


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6 dicembre 2007

In rete il nuovo sito nazionale di Azione Giovani


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5 dicembre 2007

Spiga (AN Cagliari): L’Assessore Moriconi deve immediatamente dimettersi

“Nel giro di una settimana abbiamo avuto a Cagliari due esempi lampanti di mancanza totale di sicurezza nelle scuole cagliaritane, l’altra settimana al Nautico è crollato un pezzo del soffitto di una stanza e ieri al Deledda una porta si è rovinosamente rovesciata addosso ad una studentessa, questo disastro ha un nome e cognome, Cesare Moriconi, Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione, il quale deve immediatamente dimettersi”, afferma polemicamente Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani e componente del Coordinamento Regionale di An.

“Che le scuole di Cagliari non fossero sicure da tempo, era cosa risaputa, ma che la situazione fosse così grave era inimmaginabile, la mancanza di fondi da parte della Regione negli ultimi anni, ha portata a mancanza di verifiche e di controllo da parte della Provincia di Cagliari e oggi la situazione è allarmante, le scuole non sono in sicurezza e gli studenti non posso stare in Istituti fatiscenti, che crollano a pezzi”, proseguono Simone Spiga e Andrea Ledda, dell’Associazione “Studenti Non Conformi”.

“L’emergenza deve essere risolta con interventi straordinari, con fondi che devono essere immediatamente reperito nella Finanziaria Regionale e comunque preannunciamo mobilitazioni permanenti anche perché non è tollerabile una tale situazione”, conclude Simone Spiga.


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3 dicembre 2007

"La verità sulla strage di Bologna? Bisogna cercarla in alto, in quei luoghi in cui i confini tra le deviazioni del potere e la ragion di Stato apparivano incerti e sfumati"

-Intervista a Valerio Cutonilli, autore del libro 'Strage all'italiana'

di Antonella Giuli e Tommaso Della Longa

A distanza di 27 anni da quel tragico 2 agosto 1980, la strage di Bologna ancora fa discutere. A prescindere dalle carte processuali, infatti, da piú parti della società civile si alza una richiesta di verità. In questi giorni in libreria esce una nuova pubblicazione sui fatti di Bologna: "Strage all'italiana", un libro che farà sicuramente discutere, ma che rende chiara l'idea che ancora ci sono troppi interrogativi senza risposta per arrivare alla verità su quegli anni. AsgMedia ne parla in esclusiva con l'autore del libro, l'avvocato Valerio Cutonilli, portavoce del comitato "L'ora della verità".

Domanda. Come nasce l'idea del libro sulla strage di Bologna?

Risposta. L'idea nasce dalla necessità, avvertita da piú parti, di dedicare un libro alla vicenda processuale relativa alla strage di Bologna. Esistono numerosi volumi sull'argomento, tutti di grande interesse, scritti in prevalenza da giornalisti che hanno assunto da tempo una chiara posizione innocentista. A mio avviso, peró, manca un lavoro di ricerca concentrato sul caso giudiziario. Le maggiori attenzioni, sino ad ora, sono state prestate alla storia personale dei tre imputati: Fioravanti, Mambro e Ciavardini.

D. Cosa si aspetta e cosa vorrebbe che succedesse con l'uscito di questo libro?

R. Mi auguro che non venga ignorato. Sarebbe il modo piú vile per non rispondere ai quesiti che il comitato di cui sono portavoce pone da diversi anni. Nel libro non vengono prese in considerazione solo le questioni processuali. Si pone anche una questione di grande attualità. La vicenda giudiziaria è ormai conclusa ma l'opinione pubblica non crede alla ricostruzione dei fatti offerta in ambito processuale. Esiste un contrasto evidente: la verità "formale" sancita nei tribunali e la verità "sostanziale" reclamata dalla gente comune. Tale paradosso assume una particolare evidenza in occasione di ogni anniversario. Quest'ultimo viene vissuto da una parte consistente della società italiana come un'ingiusta umiliazione. Soprattutto le nuove generazioni provano questo sentimento di frustrazione. Ció - a mio avviso - oltre a costituire un fatto inaccettabile impedisce anche la costituzione di una "memoria condivisa" del nostro dopoguerra: gli esiti del processo bolognese hanno creato una terribile spaccatura all'interno del nostro paese. Le conseguenze di tali divisioni sono amare e suscitano perplessità. Nell'Italia della seconda Repubblica, liberata dall'odio ideologico, se ne sarebbe potuto fare a meno. Sarebbe bastato un minimo di buon senso da parte di tutti. Perché ció non è accaduto? È corretta la condotta di quelle istituzioni che preferiscono far finta di nulla? Che tollerano in silenzio il meccanismo perverso delle strumentalizzazioni? Forse qualcuno dovrebbe avere il coraggio di prendere posizione; il libro è dedicato proprio ai tanti "qualcuno" che oggi preferiscono tacere.

D. Pensa sia possibile riaprire il processo sulla strage di Bologna? Se sí, come?

R. La revisione delle sentenze di condanna appare una prospettiva auspicabile. La vicenda del falso tumore di Massimo Sparti è ormai di pubblico dominio. A mio avviso è evidente che non si trattó di una diagnosi errata ma di una frode medico-carceraria. L'impianto accusatorio che ha portato alla condanna di Fioravanti e compagni poggia sulla deposizione testimoniale del malato immaginario Sparti. Provata la falsità di tale testimonianza, crollerebbe l'intera ricostruzione giudiziaria. Bisognerebbe solo avere il coraggio di ammetterlo. Ad oggi, purtroppo, non noto che ci sia questa disponibilità. Nel libro spiego anche le ragioni che mi inducono ad essere pessimista.

D. Cosa dovrebbe fare la politica oggi per arrivare alla verità?

R. Non credo si possa giungere alla verità a mezzo di commissioni parlamentari o a colpi di maggioranze politiche. Credo che le tragedie italiane del 1980, al pari di quelle che le avevano precedute, restano avvolte tuttora in un'ampia sfera di indicibilità. Nel libro invito a riflettere su quale possa essere la fonte primigenia di tale indicibilità. Personalmente, suggerisco di cercarla in alto, in quei luoghi in cui, negli anni difficili della guerra fredda, i confini tra le deviazioni del potere e la ragion di Stato apparivano incerti e sfumati. Bologna non fa eccezione. Nel libro ho tentato di spiegare perché…

Tratto da asgmedia.it


1 dicembre 2007

Nasce a Cagliari il primo Circolo "Nuova Italia" e organizza la Befana Tricolore

Nasce anche in Sardegna il primo circolo “Nuova Italia”, Coordinamento Nazionale delle Associazioni Culturali di riferimento della Destra Sociale, Nazionale e Popolare, che fanno riferimento all’ex Ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno.

Il circolo nasce dalla collaborazione di diverse realtà militanti e culturali cagliaritane, dal Circolo Fronte Identitario di Azione Giovani all’Associazione Culturale “Studenti Non Conformi”.
Il Coordinamento di Cagliari sarà intitolato alla figura di Paolo Cossu, esponente storico della Destra Sociale in Sardegna, scomparso prematuramente il 12 Ottobre del 2001.
Il circolo ha come finalità la promozione, la valorizzazione, la diffusione verso il più vasto pubblico della cultura popolare, comunitaria, tradizionale e nazionale, dei valori della civiltà Italiana, mediterranea ed europea; la concretizzazione dei valori della solidarietà e della partecipazione, tramite interventi ed iniziative rivolte alla soluzione dei problemi sociali di tutti gli strati popolari, con particolare riferimento a quelli più colpiti dalle ingiustizie e dagli squilibri del modello di sviluppo oggi dominate; la difesa e la valorizzazione del territorio in tutti i suoi aspetti: ecologico, urbanistico, artistico e sociale in tutte le sue potenzialità, turistiche sportive, produttive, contro ogni forma di sfruttamento e di degrado.
Per questi motivi è stata organizzata anche a Cagliari la Befana Tricolore 2008, dal titolo: “Natale di Solidarietà”, l’iniziativa si svolgerà a Cagliari, con la raccolta di giocattoli usati presso la sede di Via Giudicessa Benedetta, 46 nei giorni 11 – 13 – 17 – 18 – 20 – 27 Dicembre e il 3 Gennaio dalle ore 18,30 alle 20,30.


1 dicembre 2007

Nessuna Paura: Un Nuovo Centrodestra E’ Sicuro di Gianni Alemanno

di Gianni Alemanno

Dobbiamo tenere i nervi saldi, senza ricadere nelle sterili dialettiche che, per troppi anni, hanno attraversato senza costrutto il nostro schieramento, in polemiche che i nostri elettori non riescono proprio a capire. Nonostante le irruenti dichiarazioni che riempiono in questi giorni le pagine dei giornali, non possiamo pensare che il centrodestra italiano sia finito. Ma neanche far finta di nulla di fronte alla durissima pressione che, non da oggi, viene esercitata contro Alleanza Nazionale.

Dobbiamo costruire un nuovo equilibrio e, soprattutto, costruire una strategia politica che sia in grado non solo di sconfiggere Veltroni e la nuova sinistra liberal, ma soprattutto di governare l’Italia verso un profondo ed autentico cambiamento.
In questa prospettiva il ruolo della destra è indispensabile, sono necessari i nostri valori e i nostri punti programmatici: nessun Centro “moderato” è in grado da solo di dare risposte adeguate alla radicalità dei problemi che abbiamo di fronte.
La crisi italiana è molto profonda e si supera solo partendo dal valore dell’identità, declinato a tutti i livelli ed in tutti i contesti. Non basta la libertà, bisogna evocare anche l’identità delle persone, delle famiglie, delle comunità, c’è un disperato bisogno di identità nazionale per governare la globalizzazione. Questi sono valori di destra, che i politici di Centro capiscono solo fino ad un certo punto, ma che possono essere fatti propri da milioni di italiani. E’ la destra sommersa e diffusa il grande motore del cambiamento – sociale, culturale ed antropologico, prima ancora che politico – della Nuova Italia.
Non è quindi per “patriottismo di partito” che respingiamo in modo ruvido e netto il tentativo di comprimere Alleanza Nazionale, lo facciamo perché non si può costruire un nuovo schieramento vincente relegando ai margini quello che la destra rappresenta.
Certo, anche noi di An dobbiamo farci le nostre autocritiche e comprendere che oggi non saremmo in questo “passaggio stretto” se non avessimo troppo spesso “dimenticato” la nostra identità, facendo più lavoro culturale e programmatico, curando di più la nostra struttura-partito, riuscendo ad essere più netti e più forti nelle sfide e nelle mediazioni. Molti di noi si sono illusi che nel “partito unico” del centrodestra tutti i nostri limiti sarebbero stati superati, molti hanno visto la nostra identità di destra come una gabbia da superare, non come una energia da aprire e da dispiegare.
Ma proprio le difficoltà di oggi, cominciate con la scissione di Storace, possono essere la spinta per superare questi errori e questi ritardi. Questo non significa arroccarci dentro noi stessi, rifiutare le alleanze, “vendicarci in ritardo” dei torti subiti. Dobbiamo ricostruire l’alleanza e aprirci a nuove aggregazioni, con una strategia lucida e ferma.
Innanzitutto: partire dai messaggi politici e programmatici. Dalla Conferenza indetta da Alleanza Nazionale per i primi di febbraio, non devono nascere documenti confusi ed intellettualistici come quello approvato dall’Esecutivo del Partito nell’estate dello scorso anno, al contrario dobbiamo lanciare messaggi chiari e forti da cui far partire campagne politiche in grado di penetrare profondamente nella società italiana.
Da questi messaggi e da queste campagne devono partire le nuove aggregazioni di Alleanza Nazionale, non per contraddire o sbiadire la nostra identità (lo abbiamo già fatto con l’elefantino e abbiamo visto i risultati…), ma per costruire attorno ad essa nuove alleanze sociali e nuove linee di comunicazione e partecipazione. Dobbiamo parlare ai corpi intermedi, alla società civile, alle associazioni, alle comunità, che chiedono partecipazione ed identità e che possono essere confederate attorno a noi. Anche questo è un modo per superare gli attacchi dell’antipolitica e rigenerare la partecipazione attorno ai partiti.
Contemporaneamente a questo processo di rilancio e di allargamento dell’area di Alleanza Nazionale, è necessario ricostruire l’alleanza di centrodestra. Insieme al nuovo partito di Berlusconi, ovviamente. Ma non solo. Bisogna dialogare con tutti i soggetti politici e sociale che sono fino ad ora rimasti fuori dalla Casa delle Libertà: quelli più simili a noi vanno portati a destra, gli altri possono diventare nuovi alleati centristi. Moltiplichiamo gli interlocutori al Centro, allarghiamo i confini dell’alleanza, aggreghiamo pezzi importanti di società civile, per evitare di essere emarginati e di regalare spazi politici al Partito Democratico di Veltroni.
E’ evidente che qualsiasi idea di fusione tra la Destra e il Centro va assolutamente respinta. Come abbiamo archiviato il partito unico con Berlusconi, così non possiamo certo riproporlo insieme alla “cosa bianca” che forse nascerà attorno all’Udc.
Una Destra più forte e più aperta, senza complessi di inferiorità, un centrodestra più ricco di interlocutori e di alleati, un grande rilancio di temi programmatici forti e concreti, questi devono essere i nostri obiettivi. Diventeranno anche gli obiettivi di tutti gli altri, compreso Silvio Berlusconi, perché in Italia non c’è spazio per il neo-centrismo, non c’è nessuna possibilità reale di emarginare An, a meno di non volersi consegnare a Walter Veltroni.
Per questo non dobbiamo avere paura. Non dobbiamo litigare con nessuno, se non con Prodi e Veltroni che rimangono i nostri unici e veri avversari. Ugualmente non dobbiamo genufletterci di fronte a nessuno, siamo molto più forti di quello che noi stessi pensiamo.
La costruzione del nuovo centrodestra è appena cominciata e in questa nuova realtà Alleanza Nazionale non sarà subalterna a nessuno.


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