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Associazione Culturale Nuova Italia - Sardegna


Diario


31 ottobre 2008

VOGLIAMO LA VERITà SULLA STRAGE DI BOLOGNA!

In questi istanti, per la prima volta dopo ventotto anni, la procura di bologna sta procedendo all'audizione del presidente del consiglio dell'epoca, Francesco Cossiga.

Non facciamo passare sotto traccia questo evento, chi crede in questa battaglia di giustizia inserisca e conservi per tutta la giornata sul proprio stato VUOLE LA VERITA' SULLA STRAGE DI BOLOGNA


25 ottobre 2008

Sostieni CASA D'ITALIA PRATI

 

L’attacco delle toghe militanti e dei media asserviti è partito.
E come sempre è feroce, bugiardo e in malafede.
Hanno aspettato lo sgombero dell’ Horus, un centro (a)sociale romano, con pochi mesi di vita alle spalle e non certo caratterizzato da azioni sociali o culturali, per attaccare CASA D’ITALIA PRATI, laboratorio comunitario, politico, meta-politico e sociale della destra romana ed italiana.
Questa mattina tutti i maggiori quotidiani parlavano della nostra occupazione e del perché venisse tollerata, dimenticando forse che a Roma la proporzione di occupazioni tra destra e sinistra è di 50 a 1…ma questa è un’altra storia.
La cosa certa è che il mirino giudiziario e mediatico è stato puntato su CASA D’ITALIA PRATI.
E proprio da ‘Il Messaggero’ e non dalla procura di Roma, veniamo a conoscenza di una pesante indagine nei nostri confronti (una volta esistevano le comunicazioni giudiziarie e gli avvisi di garanzia…una volta!).
46 indagati per occupazione, ossia le prime famiglie entrate nella struttura che per senso civico – a differenza di altri – andarono a certificare la residenza, mentre per gli altri non fu possibile perché tale richiesta venne bloccata proprio da un ordinanza del Prefetto…Sic!
Imputazioni ben più pesanti per i 4 responsabili (il sottoscritto, Alessandro Ferrara, Simone Viti e Michele De Lazzaro), accusati di: associazione a delinquere per invasione ed occupazione abusiva; danneggiamento ( come è strano il mondo… RIQUALIFICARE vuol dire DANNEGGIARE per la giustizia); furto di energia elettrica ed acqua (bugiardi, le utenze sono ancora intestate alla proprietà alla quale mandiamo regolarmente un forfettario non certo al di sotto di reali consumi!) ed infine siamo anche accusati di istigazione a delinquere.
Ed è sempre dal quotidiano di Caltagirone che veniamo a conoscenza del fatto che il palazzo è stato messo sotto sequestro giudiziario.
NIENTE MALE no?

Inoltre nell’articolo, fazioso e vergognoso, si parla delle mie vicende personali: dai miei presunti trascorsi politici al nonno delle mie figlie, arrivando perfino a parlare di cose che non ci appartengono (vedi cinghia mattanza, slogan mai usati, iniziative mai fatte!).

Come al solito avevamo ragione.
Se il potere politico è stato conquistato, il potere comunista si annida, ed è ancora ben radicato, nelle aule dei tribunali, nella SIAE e nelle redazioni dei giornali.
Tutti al servizio della dittatura culturale e politica figlia del 68.
Ma questi signori devono capire bene alcune cose.
Primo: Casa d’Italia Prati non è solo un posto fisico, ma è un IDEA, un progetto, una Comunità nel vero senso della parola.
Secondo: né le loro richieste e né i loro pennivendoli piegheranno la nuova contestazione inversa ed opposta a quella del 68.
Terzo: ieri a Veltroni, oggi ad Alemanno abbiamo chiesto, e continuiamo a chiedere, la nostra regolarizzazione, l’uscire dall’illegalità e dallo status di occupanti.
Quarto:le 30 famiglie di Casa d’Italia Prati non hanno occupato per moda o per senso di ribellione, ma per un esigenza ben precisa: avere un tetto sulla testa sotto cui far vivere la nostre famiglie e far crescere i nostri figli. E che le stesse non sono figlie di una cultura assistenzialista e parassitaria frutto del comunismo sessanttottino e che sanno bene che ai diritti corrispondono altrettanti doveri. Le famiglie di Casa d’Italia Prati sanno molto bene che non esiste solo il diritto alla casa, ma che ad esso corrisponde il dovere di regolarizzare la loro posizione pagando anche un canone sociale (non ridicolo come quello che per anni hanno preteso i “compagni”).

Ora che l’offensiva contro di noi è iniziata non ci faremo certo spaventare, forti dei nostri sogni realizzati e della nostra maturità politica.
Non oggi, ma da sempre siamo pronti ad aprire un tavolo di incontro tra inquilini, proprietà ed istituzioni per trovare una soluzione.
Non cercavamo e non cerchiamo il braccio di ferro, ma solo la possibilità di vedere applicate le leggi ( come quella dell’auto recupero o altre in materia) e trovare un punto d’incontro tra le parti per dare risposte certe all’emergenza abitativa che attanaglia la nostra città.
Perché Il Messaggero e gli altri media non scrivono che la SIAE ha lasciato abbandonato per anni il palazzo? O che lo voleva vendere a noti speculatori del mattone? O che già lo aveva affittato per scopi pubblici e che, appena due anni fa, fece un bando per una nuova locazione? O che possiede altri immobili affittati a prezzi ridicoli ad altri inquilini?
Perché non scrive che CDIP, a differenza di altre occupazioni, si è integrato perfettamente nel tessuto sociale? Che ha offerto, ed offre, numerosi servizi sociali? (vedi palestra, cafè intellettuale, Cineforum, Laboratorio artistico, Associazioni per portatori di handicap, laboratorio teatrale e musicale).
Forse il non essere divenuti un moltiplicatore di disagi ( come avviene per le altre occupazioni) e l’ aver , al contrario dimostrato capacità, responsabilità e volontà è stata la nostra vera colpa.
Forse siamo colpevoli di aver messo un tricolore e non uno straccio rosso fuori al nostro portone.
Forse perché, invece di cercare lo scontro, abbiamo da subito cercato il dialogo e la legalità.
Tanto odio e veleno è forse scaturito perché abbiamo dimostrato che cultura, meta- politica ed impegno sociale non sono solo un patrimonio delle sinistre, ma anche a destra esistono realtà davvero interessanti.
Forse non è tollerabile, per chi da decenni ha strumentalizzato il disagio sociale, vedere che proprio dalla destra provengono le vere risposte.
Probabilmente si sono resi conto che, mentre i compagni si perdevano nella cultura radical-chic, nella difesa dei clandestini e nelle battaglie per i Dico, a destra si conquistavano le Categorie, le borgate e si vinceva sulla socialità.
Ma è davvero una colpa essere nemici di Prodi, delle liberalizzazioni, della Goldman Sachs, del “modello Roma”, del connubio Costruttori- quotidiani, delle banche e del mercatismo libera- progressista?
Se questa è una colpa, se CASA D’ ITALIA PRATI è colpevole di tutto questo, non ne possiamo che andare fieri, e continuare ad andare in questa direzione:
Direzione NUOVA ITALIA.

I lor signori però devono capire che non è un palazzo che partorisce idee e proposte… ma gli uomini e le donne che lo animano. Che non è un posto fisico che crea Comunità, ma una visione del mondo basata sulla concezione spirituale della vita.
Certo, chi è troppo piccolo e meschino certe cose non può comprenderle…

Camelot vive e vivrà sempre, comunque ed ovunque, nei cuori, nelle teste e negli attributi della nostra Comunità abitativa, identitaria e militante.
E Camelot (il vero nome di Casa d’Italia Prati!) non può essere attaccata, processata, indagata, sgomberata… Camelot è leggenda, mito, forza, eternità. Camelot siamo noi!

Siamo pronti a dialogare su tutto, ma mai a mettere in discussione le nostre scelte, che oggi ci vedono protagonisti nella nascita dell’ IDEOLOGIA ITALIANA, liberata dalle ideologie del Novecento, e nemica delle fazioni, che rovescerà il Sessantotto e che rimetterà identità, comunità, partecipazione, categorie e solidarietà al centro della politica nazionale.
Questa è vera Rivoluzione.
E la reazione Sessantottina non fermerà CASA D’ITALIA PRATI ed i suoi progetti per un’ Italia migliore.
Le Idee non si sgomberano…

Giuliano Castellino
Casa d’Italia Prati – Via Valadier 37 – Camelot – Roma
_________________
AREA IDENTITARIA... Direzione nuova



15 ottobre 2008

LA GIOVANE DESTRA IDENTITARIA CONTRO LE DICHIARAZIONI DI DACIA VALENT

 

Nei giorni scorsi l’ex Europarlamentare del Partito Comunista Italiano, Dacia Valent, ha pubblicato sul proprio blog alcune dichiarazioni piuttosto offensive nei confronti dell’Italia e dei suoi abitanti. In merito a tali dichiarazioni, alcuni Dirigenti e Militanti di Azione Giovani, tutti aderenti e promotori del progetto Identitario.org (www.identitario.org), hanno inteso rilasciare alcune dichiarazioni univoche.

Mentre le istituzioni e i mass media da tre giorni dedicano tutte le loro energie per parlare, denunciare ed informare sulla “trasferta fascista” in Bulgaria, - incalzano i giovani di Alleanza Nazionale - nessun uomo di istituzioni o dell’informazione si è interessato delle offensive dichiarazioni, contro l’Italia e contro gli italiani, dell’ex europarlamentare del Partito Comunista Italiano Dacia Valent. Insensibili bianchi, ignoranti, carnefici di neri, musulmani ed ebrei, gente che meriterebbe la morte in culla dei propri figli perché non meritano un futuro. Questa in sintesi la descrizione degli italiani nella lettera pubblicata sul sito web dell’ex parlamentare, che denuncia il paese che l’ha ospitata, resa ricca e addirittura eletta. Una lettera piena di livore, insulto ed odio. Ebbene sì, odio razziale ed odio religioso, da censurare, da querelare, perché la discriminazione non ha corsie preferenziali e le offese non hanno dei destinatari standard. Frasi come “Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto. Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volontà delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie”, meritano una condanna, non solo morale. Queste parole vanno definite per quello che sono: RAZZISTE allo stato puro!”.

“Offendere la memoria di eroi come Perlasca è deprecabile. – continuano i militanti di Azione Giovani - Definire la “classe media”, che ogni giorno collabora all’integrazione degli extracomunitari nelle proprie città, come “penosa, noiosa, mediocre, incivile e selvaggia” è un vergognoso atteggiamento di irriconoscenza nonché sovversivo.Sarebbe fin troppo facile e patetico replicare alla signora Dacia con la stessa moneta. La sua lettera si commenta da sola e la (s)qualifica abbondantemente.”.
“Ciò che disarma è l’incapacità di denunciare problemi con lucidità e rispetto – concludono gli esponenti di AG nonchè promotori del progetto Identitario.org - ma affidandosi a banali e stupide generalizzazioni su un popolo che non è solo mafia e corruzione, anzi, che queste piaghe le subisce e le combatte come in tante altre parti del mondo. Un modo barbarico insomma di concepire il confronto, tutto poco democratico e civile.La signora Dacia dovrebbe ricordarsi innanzi tutto che è la libertà di questo Paese che le ha permesso di insultare un intero Popolo. Il nostro orgoglio di essere italiani non viene meno certamente dopo le deliranti parole di un’esaltata. Ma quando è troppo è troppo ed occorrerà prendere i dovuti provvedimenti e prese di posizione distanti da chi vuol avvelenare il nostro Paese con vergognose illazioni e gettando del fango che gli italiani non meritano!
Non possiamo tollerare che certe ingiurie e certe affermazioni passino inosservate o cadano nel dimenticatoio e, a nome dell’intero popolo italiano, pretendiamo una presa di posizione forte da parte delle istituzioni e dell’intero mondo politico, oltre che le scuse immediate da parte della signora Valent!”.

Daniele Caroleo (Crotone – Dirigente Nazionale AG – www.danielecaroleo.identitario.org)

Simone Spiga (Cagliari – Dirigente Nazionale AG – www.simonespiga.tk)

Luigi Curci (Barletta - Presidente AG Barletta – www.luigicurci.tk)

Alessandro Amorese (Massa - Esecutivo Nazionale AG -
www.alessandroamorese.splinder.com)


9 ottobre 2008

Spiga (An Circoscrizione 4): richiesta di convocazione urgente di un Consiglio sulla situazione sicurezza al CEP

Durante la seduta del Consiglio di Circoscrizione di ieri sera è stata presentata una Mozione, primo firmatario Simone Spiga, per chiedere urgentemente la convocazione di un Consiglio di Circoscrizione sulla situazione sicurezza nel Quartiere del Cep.

“La Mozione firmata anche dal Consigliere di An, Paolo Midiri e dal Capogruppo del Udc, Michele Carta, vuole porre all’attenzione del’opinione pubblica la drammatica situazione in cui vivono centinaia di cagliaritani giornalmente in un Quartiere dove sta tornando la piccola delinquenza e lo spaccio”, afferma Simone Spiga, Capogruppo di An.

“La situazione al Cep ha visto 6 rapine nelle ultime due settimane, bar, farmacia e supermarket, nulla è stato risparmiato da questa ondata di violenza e anche una donna del Quartiere è stata malmenata”…”nella Mozione si chiede inoltre che presso la sede della Circoscrizione di Via Castiglione si apra un ufficio della Polizia Municipale per garantire una maggiore presenza sul territorio e nello specifico proprio nella zona interessata da queste ultime rapine”, prosegue Spiga.

“Nei prossimi giorni la Mozione verrà discussa dal Consiglio di Circoscrizione e si spera che possa essere un modo per coinvolgere i tanti cittadini onesti che subiscono la prepotenza di piccole frange che gestiscono il controllo del territorio al Cep, inoltre questa mattina insieme al Capogruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio Regionale, Ignazio Artizzu, invieremo una lettera al Questore di Cagliari e al Prefetto per chiedere un incontro e discutere insieme della situazione drammatica del Cep”, incalza Spiga.

“Quanto sta avvenendo in questa nostra parte di città deve vedere le Istituzioni impegnate nel reprimere azioni violente e intervenire nel garantire la sicurezza ai cittadini onesti che sono la stragrande maggioranza e che aspettano solo la nostra presenza”, conclude la nota Ignazio Artizzu, Capogruppo di An in Regione Sardegna.


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4 ottobre 2008

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