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Associazione Culturale Nuova Italia - Sardegna


Diario


28 ottobre 2009

non vogliamo più sequestri!




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28 ottobre 2009

non vogliamo più sequestri!


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25 ottobre 2009

I Wanna Rock contro i sequestri


 

Amici di www.radiolevelone.it, prosegue con successo la trasmissione radiofonico I WANNA ROCK ogni Mercoledì dalle 20,30 fino alle 21,30, con ottima musica non solo Rock e con interviste sui principali temi che animano il confronto politico e culturale in Italia. Ricordiamo che siamo in diretta e che Mercoledì vi terremo informati anche sui risultati del Campionato di Serie A di Calcio e con voi condivideremo pezzi musicali che vorrete segnalarci.

La puntata di Mercoledì sarà dedicata principalmente al tema dei sequestri in Sardegna, avremo in diretta Pietro Serra, promotore della fiaccolata svolta a Sassari Giovedì 22 Ottobre per non dimenticare il sequestro di Gianfranco Campus e inoltre sentiremo Rossana Sechi, promotrice del Gruppo NoAiSequestri - Liberiamo la Sardegna http://www.facebook.com/search/?q=sequestri&init=quick#/group.php?gid=144789601524&ref=share e del Blog http://blog.libero.it/noaisequestri.

A partire da questa puntata www.radiolevelone.it si farà promotrice e coordinatrice di tutte le manifestazioni, incontri e convegni per sensibilizzare i cittadini motivandoli a scendere in campo per sconfiggere una piaga che da troppi anni ormai condiziona la Sardegna.

Vi chiediamo di inviatre i vostri contatti a sostenere la nostra iniziativa, esortandoli a inviarci materiale e testimonianze per cercare di sostenere questa causa nel modo più coordinato possibile.

 

Vi invitiamo a diventare fan su Facebook di Radiolevelone, cliccando al seguente indirizzo http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/pages/wwwRadioLevelOneit/151854696560?ref=ts


16 ottobre 2009

Gaviano dimettiti - L'Unione e la Nuova parlano del Fronte Identitario


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15 ottobre 2009

Il consigliere regionale Giorgio Locci (Pdl) contro l’ingresso in Giunta dell’Udc nel Sulcis

Chiede a Pierfranco Gaviano di togliere il disturbo e ricorda a Giorgio Oppi che i ribaltoni al Pdl non piacciono. Giorgio Locci, consigliere regionale del Popolo delle Libertà, apre ufficialmente la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio provinciale.
Fa capire senza mezzi termini che «il Pdl – come si legge in un comunicato diffuso ieri – non accetterà mai un percorso che porti a un candidato presidente eletto con i voti degli elettori del centrosinistra e sostenuto da chi ha ricevuto un mandato elettorale opposto. Chi dovesse farlo, seppure a titolo personale, si pone automaticamente fuori dal partito».
La situazione politica si ingarbuglia sempre di più dopo l’ingresso nella Giunta di assessori di centrodestra, in particolare dell’Udc.
Il presidente Gaviano è sostenuto da una solida maggioranza trasversale e non dovrebbe avere problemi per portare a termine la legislatura. Alcuni partiti, come i Riformatori, e adesso il Pdl prendono le distanze, ma in Consiglio il presidente ormai può contare sul sostegno del centrodestra. Il 24 aprile scorso il Bilancio venne approvato anche con i voti favorevoli di Mario Corongiu (Riformatori), Antonio Vigo (Udc), Gianni Carboni (Pdl) e Alessandro Masciarelli (Pdl).
«Oggi – sottolinea Giorgio Locci – in assenza di una maggioranza di centrosinistra, noi dovremmo accettare, in aperto contrasto con i nostri principi, un ribaltone in piena regola con l’ingresso in giunta di un esponente dell’Udc e con un appoggio politico del suo partito di riferimento. Noi vorremmo, invece, che l’Udc avesse un atteggiamento di ferma coerenza, come giustamente l’onorevole Oppi ha avuto a livello regionale per esempio nel momento della nomina dei commissari delle Asl, dove ha posto la pregiudiziale, da me condivisa, nei confronti di persone che avessero ricoperto incarichi nella gestione della sanità per conto del centrosinistra».


14 ottobre 2009

Il Fronte Identitario Sulcis chiede le dimissioni del Presidente della Provincia del Sulcis


12 ottobre 2009

'Associazione Fronte Identitario diventa regionale e lancia il proprio sito e le prime iniziative

Nella giornata di oggi, l'Associazione "Fronte Identitario" ha deciso di promuovere il proprio progetto su tutto il territorio regionale sviluppando iniziative e ramificandosi su tutta la Sardegna per diventare un chiaro punto di riferimento per tutta la Destra Sociale e Identitaria dell'isola.

I referenti regionali dell'Associazione saranno Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani, Organizzazione Giovanile prima di An e oggi della fase costituente del Pdl e Manolo Mureddu, promotore per anni della Destra Sociale nel Sulcis.

"Il Fronte Identitario, da Associazione del territorio cagliaritano si trasforma in movimento aperto, capaciedi interagire nell'area politica del Pdl, suo chiaro riferimento istituzionale, ma anche con altre realtà nazionali come Casa Pound Italia e Il Popolo di Roma, tutte realtà militanti che si basano sul concetto identitario e sociale della Destra Italiana, senza mai dimenticare le radici storiche e culturali della Destra Nazionale", affermano nella nota Simone Spiga e Manolo Mureddu.

"Saremo la spina nel fianco dell'immobilismo melmoso del politicamente corretto e sapremo rappresentare le istanze più forti della sardità e dell'identitarismo militante, cercheremo di interpretare il volere del popolo ormai stufo della contrapposizione (berlusconiani-antiberlusconiani)", prosegue la nota dei due esponenti.

"Collaboreremo con realtà gia presenti e radicate in Sardegna, come l'Associazione Ambientalista Fare Verde e il Comitato www.acquesociali.tk, per questo preannunciamo il lancio del tesseramento per l'Associazione Fronte Identitario e l'avvio di una protesta politica molto forte contro la Provincia di Carbonia - Iglesias e contro il tentativo dell'Udc di giocare su livelli istituzionali diversi nei vari territori della Sardegna", incalza Simone Spiga.

"Tutto questo è www.fronteidentitario.tk, saremo presenti con varie iniziative a partire dai prossimi giorni, sui principali temi della politica regionale e nazionale, l'Associazione si colloca nell'area politica del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rappresentati in Sardegna dall'On. Bruno Murgia e saremo disponibili a collaborare con chiunque porterà le nostre istanze nelle Istituzioni, infatti nella giornata di oggi abbiamo ricevuto una proposta di collaborazione dell'On. Giorgio Locci che si è messo a disposizione dell'Associazione per presentare istanze popolari e promuovere iniziative comuni", concludono Simone Spiga e Manolo Mureddu.


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11 ottobre 2009

Nucleare: 3 Italiani su 4 non vogliono centrali nella propria provincia

Giovedì 8 Ottobre i protagonisti della politica energetica italiana ed europea e le aziende del settore energetico operanti a livello nazionale e internazionale si sono riuniti a soli due mesi dalla Conferenza di Copenaghen in Energetica 2009. Il convegno annuale di Repubblica e Somedia dedicato ai grandi temi dell'energia sostenibile giunto quest'anno alla quinta edizione. Quest’anno si sono evidenziati gli effetti della decentralizzazione energetica a livello sociale e territoriale, evidenziando al contempo le straordinarie opportunità delle rinnovabili come volano per la ripresa economica e industriale.

Dall'indagine sulla democrazia energetica "Enti locali e cittadini di fronte alle rinnovabili"  diffuso al convegno di ieri e condotta dall'Istituto Format per conto di Somedia su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (sono state effettuate 1.000 interviste con il sistema Cati dal 14 al 17 settembre 2009) esce un importante verdetto: TRE ITALIANI SU QUATTRO NON VOGLIONO LE CENTRALI NELLA PROPRIA PROVINCIA, anzi non vogliono nemmeno prendere in considerazione l'idea! E il 72 per cento non crede che le attuali tecnologie nucleari garantiscano elevati standard di sicurezza. Solo il 28% degli intervistati ritiene sicura la produzione di energia nucleare e pressoche' assenti i rischi ad essa connessi.

È da tempo che alla politica del No si sono affiancate molte soluzioni realistiche, efficienti ed economicamente vantaggiose. Grazie all’impegno di associazioni e di alcune istituzioni illuminate, la popolazione è sempre più informata e cosciente della pericolosità di centrali atomiche per l’approvvigionamento di energia e propensa a soluzioni alternative.
Ecco l'indice di gradimento sulle rinnovabili che emerge dall'indagine di Format diffusa ieri al convegno Energetica, al primo posto c'è il solare fotovoltaico con il 48,6 per cento, al secondo l'eolico con il 25,9 per cento, al terzo il solare termico con il 17,3 per cento, poi vengono le biomasse (2,6 per cento), le onde marine (3,3 per cento), la geotermia (1,3 per cento), il mini idroelettrico (1,0 per cento).

Comunque l’indagine rileva che il livello di conoscenza delle fonti di energia rinnovabili non è ancora molto alto. Il campione ha affermato di conoscere “molto bene” l'energia solare fotovoltaica il 26,4% del campione, l'energia solare termica il 17,1 per cento, l'energia eolica il 26,6 per cento, l'energia da biomasse il 12,3 per cento, l'energia dalle onde del mare il 7,5 per cento, la geotermia il 10,8 per cento ed il mini-idroelettrico il 6,3 per cento.

A seguito delle polemiche e del ricorso delle Regioni presso la Consulta della Corte Costituzionale per impugnare la Legge 99 che contiene la delega al Governo sulla ripartenza dell’energia atomica in Italia, Palazzo Chigi  sembra aver deciso di rinviare la definizione dei siti per le quattro centrali che intende costruire a un periodo successivo alle elezioni regionali di primavera.

Intanto l’Enel non si ferma e il 5 ottobre ha lanciato nel corso di un seminario a Flamanville (Francia) il suo piano per il ritorno dell'Italia all'energia nucleare: quattro reattori dell'ultima tecnologia in tre siti con la prima energia in linea al massimo a metà del 2020 e le altre operative a seguire ad un ritmo di un reattore ogni 18 mesi. Si parla proprio dello stesso settore francese, in forte difficoltà di bilancio e alle prese con l'aspro contenzioso giudiziario per l'impianto di nuova generazione che sta subendo un rinvio dopo l'altro nella centrale finlandese di Olkiluoto.

La maggior parte della popolazione italiana non si fida dell’atomo, vorrebbe investire sulle energie alternative eolico e solare, ma c’è ancora tanto da lavorare, studiare, coinvolgere, informare. Fare Verde crede nelle rinnovabili e nell’importanza del coinvolgimento delle istituzioni e della cittadinanza che deve essere attiva e cosciente. E come usiamo dire in queste situazioni…”Meglio oggi attivo che domani radioattivo”


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