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LA CHIAMATA - tratto da destrasociale.org

(di Marco Cimmino) - Nella tradizione della destra, da sempre, esiste la figura dell'intellettuale militante: uomo di pensiero e di azione, politico e filosofo, che, con il suo impegno e le sue intuizioni, contribuisce attivamente al cambiamento sociale e al bene comune. Da qualche tempo, purtroppo, la destra italiana ha assunto, viceversa, un costume culturale statico, privo di impatto sulla gente, con una classe intellettuale più tesa ad autoanalizzarsi e ad interrogarsi sul proprio destino che a preoccuparsi di costruirlo. Noi, invece, crediamo che sia venuto il tempo di rendere attivi i nostri pensieri: di abbandonare le torri d'avorio o i pensatoi conventuali, per tornare tra la gente, assumendoci la responsabilità e l'onore di indicarle la strada. Lo strumento di questa rivoluzione possono essere i Circoli della Nuova Italia, attraverso i quali vogliamo restituire alla politica la sua dimensione popolare, troppe volte eclissata da quella semplicemente populista. Per farlo, c'è bisogno di idee e di opere: bisogna che i nostri intellettuali escano dall'ombra, tolgano dagli armadi le insegne del loro grado e partecipino a questa battaglia di civiltà e di cultura: prima che sia troppo tardi, prima che passi il momento buono e si risprofondi nel torpore e nell'ignavia. Quel momento è adesso: il grande fermento che circonda il centrodestra e la percezione evidente di un possibile e, speriamo, vicino successo elettorale, ci impongono di programmare seriamente e attentamente il nostro futuro politico. Per questa ragione, oggi, chiamiamo sotto la nostra bandiera tutti coloro che sentano di avere ancora qualcosa da dare e da dire alla nostra gente: promettiamo loro fatica e soddisfazione, impegno ed aiuto. E' venuto il momento di riprendere a pensare in grande: di prendere in mano il timone e di tracciare la rotta. Noi crediamo che sia il dovere di un intellettuale che si dica di destra farsi avanti e partecipare: assumersi, insomma, gli impegni e le responsabilità che la nostra gente si aspetta da lui. Molte cose ci sono da fare: l'identità e la partecipazione, certo, ma anche il territorio, la scuola, la comunità e la comunicazione, l'economia, sono tutti campi ove la latitanza di una classe intellettuale preparata e decisa si è fatta sentire per troppo tempo. Sta, ora, agli intellettuali e ai politici fare la propria parte: i primi organizzando e coltivando le realtà locali, i secondi impegnandosi a non lasciare più queste realtà abbandonate a loro stesse, facendo sentire tutto il peso del loro appoggio. Insomma, qui si tratta di tornare a lavorare, uniti, per il bene dell'Italia. Chiunque abbia la volontà e la fiducia per partecipare a questo progetto sarà accolto a braccia aperte. Non appena avremo ottenuto un numero di adesioni qualitativamente e quantitativamente adeguato, partiremo con l'organizzazione delle strutture e delle attività: non c'è tempo da perdere. Attraverso tutti i canali correnti (Associazione Nuova Italia, Area, Destrasociale.org eccetera) è possibile aderire a questa nostra chiamata: a gennaio ci conteremo e, se Dio vuole, partiremo per questa traversata. Ne varrà comunque la pena, perché, sull'altra sponda, ci aspetta una nuova Italia. L'Italia che vogliamo.

Pubblicato il 27/11/2007 alle 0.36 nella rubrica Diario.

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